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Roberto Vecchioni vince il 61° Festival della Canzone Italiana
LUCI A SAN REMO
Al "Napoletano di Carate Brianza" anche i premi della critica e della sala stampa Radio TV

Roberto VEcchioni vince il Festival di Sanremo

Ore 1.02. Roberto Vecchioni ha vinto il 61° Festival di Sanremo con "Chiamami ancora amore" e il 48% del televoto: secondi Emma e i Modà con il 40%: terzo al bano con il 12%:«Fatemi cantare senza giacca, per favore» le sue prime parole da vincitore.
la diretta della serata finale su festivaldisanremo.com »

Tutto è bene quel che finisce bene. La canzone d'autore di Roberto Vecchioni con CHIAMAMI ANCORA AMORE ha vinto il 61° Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Secondi classificati i Modà con Emma con ARRIVERA', terzo Al Bano con AMANDA E'LIBERA. Roberto Vecchioni si è aggiudicato anche il premio della critica "Mia Martini" e quello della sala stampa Radio TV private. Ai piedi del podio si sono piazzati La Crus, Luca Madonia con Franco Battiato e Davide Van De Sfross: la sala stampa poteva esercitare una "GOLDEN SHARE" issando uno di loro fra i primi tre, ma ha preferito garantire al vincitore la permanenza nel gruppo di testa. La serata è filata via in surplace, con la consapevolezza che oggi sarebbe stato tutto finito: alle 22 le canzoni in concorso erano terminate, e le due ore che separavano dai risultati hanno dimostrato che, se l'edizione appena conclusa ha avuto un difetto, è stato lo scarso numero dei motivi in gara. Per il resto, sempre generoso Morandi, nella media le signore Canalis e Rodriguez, ottimi come sempre Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, veri e propri vincitori morali del Festivàl. I due hanno preso di mira l'esasperata divisione degli italiani e il vezzo di buttarla sempre in politica mescolando ideologia, tifo e qualunquismo.


14 anni dopo i Jalisse l'Italia torna all'Eurofestival con il vincitore dei Giovani: GUALAZZI IN MAGLIA AZZURRA. Mazzi deve ripassare: Eurosong lo chiamano gli svizzeri

Rafael Gualazzi all'Eurovision?Nel frattempo, l'Italia annuncia il suo nome per il Concorso Eurovisione della Canzone, che chissà perchè Gianmarco Mazzi continua a chiamare Eurosong come i ticinesi: a rappresentare i nostri vicini a Dusseldorf andrà la qualità ai confini del jazz dell'urbinate Raphael Gualazzi. La nostra Senit, portabandiera del Titano, è pronta per un'inedito derby. Battuta la Sony, passa la Sugar: il cui en plein presso i giovani giustifica una scelta di qualità per la Rai. La notizia era nell'aria: al papà del Gualazzi stava per scappare qualcosa durante le prove, a domanda precisa, Caterina Caselli ha glissato in sala stampa appena nel pomeriggio di sabato. Divisi i fan europei: chi è entusiasta per un ritorno al'insegna della qualità, chi avrebbe preferito una proposta più pop, sottolineando che la commissione selezionatrice non sa che la Germania nel 2007 aveva in gara Roger Cicero. Unica pecca dell'annuncio, la confusione sulle date ("Manchiamo da 15/16 anni, ha detto Mazzi, lo spot della Rai recita "Dopo 13 anni L'Italia ritorna" e gli anni sono invece 14, e l'avere dimenticato gli ultimi alfieri della canzone italiana in Europa, quei Jalisse che oltreconfine sono ancora famosissimi e che avrebbero potuto consegnare idealmente la simbolica maglia azzurra al navigato crooner di Urbino.


Dopo dieci anni un artista della Sugar torna ad imporsi al Festival
RAPHAEL PIGLIATUTTO
Fuori Max Pezzali e Tricarico: ma se a Düsseldorf andasse Van De Sfroos?

Davide Van De SfroosSerata dei duetti, finale dei Giovani, ultimi due eliminati: è tutta qui la sintesi della semifinale dell'edizione numero 61 del Festival di Sanremo. L'aria in Sala Stampa, in questi giorni, è stata meno elettrica del solito: emerge una stanchezza diffusa, lenita dai dati d'ascolto che hanno dispensato grandi soddisfazioni alla dirigenza di Viale Mazzini. Qui a Festivaldisanremo.com pensiamo che il Festival di Sanremo possa valere anche tre milioni di telespettatori in più, e siamo cauti nel condividere l'entusiasmo degli organizzatori: hanno vinto, sì, ma con il capitale che il marchio Sanremo costituisce avrebbero potuto stravincere.

La squadra, come la chiama Gianni Morandi, mostra evidenti segni di stanchezza. La quarta serata del Festival vede un capitano sempre più esausto: umile e generoso, Morandi ha dato tutto, ha seguito le prove, ha scelto gli artisti e le canzoni, ha giocato in un ruolo non suo. A sostenere lo spettacolo ci sono due strepitosi Luca e Paolo, chiamati sempre più spesso a rientrare in difesa e a giocare da presentatori: le signore, al contrario cercano più le telecamere che i compagni. Un gioco iniziato da Belen Rodriguez, sempre attenta e tesa nel rubare la scena a Elisabetta Canalis come un cestista sotto canestro. Per il resto, la quarta serata ha visto un programma festivaliero ricco e assortito. Ma veniamo alle canzoni: Raphael Gualazzi è stato il vero asso pigliatutto della sezione Giovani, aggiudicandosi la preferenza di tutte e tre le giurie ed entrambi i premi della critica: il crooner di Urbino sembra nella ristretta rosa di favoriti tra cui oggi una commissione Rai sceglierà chi rappresente.

La serata dei duetti vedrà alcuni interessanti ritorni sul palco dell'Ariston: la PFM innanzitutto: già a Sanremo nel 2009 in qualità di ospiti d'onore, accompagnano Roberto Vecchioni Vecchioni in quella che sembra sempre più una cavalcata imperiosa verso il podio. C'è Nina Zilli insieme ai La Crus: grande assente tra i concorrenti, la vincitrice morale della Nuova Generazione 2009 (nella foto) ha festeggiato proprio qui il disco di platino del suo primo CD nella sua nuova veste artistica. Ci sarà Neri Marcorè con Barbarossa e Raquel Del Rosario, Loredana Errore con Anna Tatangelo, che cerca di sfruttare la scia vincente degli amici di Maria De Filippi, lei che fu la prima a crederci nel 2005. Max Pezzali è in coppia con Lillo e Greg, Giusy Ferreri si accompagna con Francesco Basettoni Sarcina delle Vibrazioni, Nathalie richiama quella L'Aura che dal festival non ha ancora raccolto quanto meritato, Madonia e Battiato restano in città con Carmen Consoli. Per Tricarico c'è un coro "Silasol", per Van De Sfroos la prezzemolina Irene Fornaciari, per Al Bano l'espressionismo teatrale di Michele Placido, un duetto nel segno dell'orgoglio pugliese come nel 2009. Infine, con Emma e i Modà ci sarà Francesco Renga.

A seguire, la finale dei giovani: per Rafael Gualazzi sembra una formalità, ma anche la stima degli orchestrali potrebbe non bastare, e i televoti potrebbero, specie in una finale a quattro, riservare qualche sorpresa.

Nel frattempo, saranno arrivati sul palco Robert De Niro e Monica Bellucci, per una chiacchierata sui loro progetti e sui loro amori che il pubblico del Festival troverà clamorosamente interessante, e che farà innalzare la curva delle stime d'ascolto come tutte le interminabili interviste agli attori americani.


Lasciano il Festival Oxa e Pravo, ripescati Carrisi e Tatangelo
COME VOLEVASI DIMOSTRARE
150°: Luca Madonia vincitore morale, Cutugno appare a sorpresa e vale Benigni

Come volevasi dimostrare. 2 anni fa Al Bano e Sal Da Vinci, usciti dalla porta delle giurie, rientrarono in gara a colpi di televoto. Quest'anno l'asse Napoli-Cellino fa il bis, ripescando Anna Tatangelo e Albano. La serata di ieri era però dedicata al centocinquantenario dell'unità d'Italia, dove i protagonisti del Festival cantavano quattordici canzoni "storiche": il nostro vincitore è Luca Madonia, che ha portato sul palco La notte dell'addio, un capolavori di Alberto Testa e Memo Renigi passato inosservato al Festival 1966 regalando un momento commovente di una forza inedita nei festival recenti. Bravi Emma e i Modà nella struggente Ballata di Sacco e Vanzetti, convincente Anna Tatangelo in Mamma, esotica Anna Oxa in O sole mio: Giusy Ferreri ha swingato Il cielo in una stanza, Nathalie ha proposto Il mio canto libero in modo diafano e rispettosa dell'originale, Roberto Vecchioni ha svegliato la platea con 'O surdato innamurato e, insieme a Tricarico che cantava L'Italiano, ha fatto il suo ingresso a sorpresa Toto Cutugno, strappando l'ennesimo applauso di una serata lunga ma piacevole, nonostante un nazionalismo da sussidiario sempre in agguato, e una certa stanchezza sempre più evidente in Morandi e c., meno conduttori e più presentatori. La diciassettenne Micaela e l'eclettico Roberto Amadé hanno conquistato la finale dei giovani di stasera, dove il favorito sembra Rafael Gualazzi. Completano il programma di oggi in anche i duetti dei big: è però rimandato sine die l'appuntamento festivaliero con Morgan e i Marta sui tubi, attesi a esibizioni ormai impossibili con Anna Oxa e Patty Pravo, prime big ad avere lasciato il festival. L'Italia canta in coro "Bastardo": Anna Tatangelo sarà con pieno merito nella fuga decisiva.


L'urbinate Rafael Gualazzi tenta il colpaccio
Dai Giovani a Düsseldorf?
En-plein marchigiano: promossa la civitanovese Serena Abrami

Forte del buon successo in termini di stime d'ascolto della prima serata, Sanremo ingrana la velocità di crociera: le signorine hanno più spazio a discapito dei comici, ma senza che gli autori diano il loro meglio: Luca e Paolo sembrano viceversa bloccati, ingessati, fermi sulle gambe, senza osare le sorprese della prima serata. Il risultato è una lunga melina, non aiutata dal continuo rimando di Morandi all'Unità d'Italia («state uniti...») nè dai primi ospiti internazionali: l'attore Hollywoodiano che non interessa a nessuno ma che i dirigenti Rai sono convinti valga il suo lauto cachet per alzare lo share, quest'anno Andy Garcia, e la cantante Eliza Dolittle. Dei dodici artisti promossi ieri sera, Al Bano e Patty Pravo vanno al ballottaggio con Anna Oxa e Anna Tatangelo per evitare la prima eliminazione. A seguire, si sono presentati al pubblico i primi quattro giovani in concorso. I fari dei fan sono puntati sul giovane urbinate Rafael Gualazzi (nella foto), unico dei concorrenti a Sanremo Giovani che, auspice Caterina Caselli, potrebbe aspirare a rappresentare l'Italia all'Eurovision Song Contest di Düsseldorf. Anche perchè la commissione selezionatrice non sa che la Germania nel 2007 aveva in gara Roger Cicero.


Nathalie verso Düsseldorf? Ma il Festival non decolla
Andamento lento
Ai ripescaggi Anna Tatangelo e Anna Oxa

Sarà la pioggia che cade ininterrottamente sulla città di Sanremo da oltre 24 ore, ma il Festival della canzone numero 61 sembra essere partito in modo quantomeno blando. La sola simpatia e la familiarità col pubblico non bastano a Gianni Morandi per esprimere gioco, e le tanto attese vallette (nessuno come in passato ha rivendicato per se il ruolo di co-conduttrice) vengono fatte entrare in scena solo sopo un'ora abbondante, due gemelline diverse quasi solo per l'accento. Del quintetto di presentatori, si salvano i soli Luca e Paolo, precisi e rapidi nei loro interventi, che hanno cercato di sferzare il ronzino del Festival. Ma veniamo alle quattordici canzoni ascoltare ieri: convince Nathalie, che i fan sperano raggiunga Senit sul palco dell'Eurofestival di Dússeldorf, applauditissimo Vecchioni, con mezzo premio della critica in tasca, piace la citazione che Luca Madonia fa del Battiato storico, con tanto di Battiato vero in palcoscenico, diverte lo Yanez di Davide Van De Sfroos. Lasciano temporaneamente la gara Anna Tatangelo e Anna Oxa, ma avranno l'occasione di tornare in corsa appena giovedì sera. Stasera altri due artisti vanno ai ripescaggi: prevista anche l'esibizione dei primi quattro cantanti della sezione Giovani.

Chi va all'Eurofestival?

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«Se Sanremo non ci sarebbe, lo rimpiangereste»

(Fabrizio Del Noce, ex direttore di Rai Uno)

la bambina Bettina ha una degna erede:

Loredana Errore