IL SITO INDIPENDENTE SUL FESTIVAL DI SANREMO DAL 1998
Tutto sommato il Festival di Sanremo è un modo per rimanere giovani

Tutti gli anni, all'inizio della primavera, ci si ritrova davanti al televisore per partecipare a questo rito collettivo con il quale sospendiamo il normale scorrere del tempo: oggi potrebbe essere uno o quattro anni fa, o forse già l'anno prossimo. Ogni cosa al suo posto, identica a se stessa: l'elisir di lunga vita di Pippo o chi per lui.
Lo show televisivo è al limite del fastidioso, per noi che vogliamo sentire le canzoni, che vogliamo sentirci raccontare le cose con una strofa ed un ritornello, per capire dove stiamo andando. Inutili minuti di sketch che sono diversi da quelli del Bagaglino solo perchè ci mostrano qualche tetta in meno. Testi autoreferenziali che anche il narciso più grande del mondo avrebbe vergogna di pensare - e infatti è qualcun'altro a scriverli. Televendite che sembrano girate pochi minuti prima, con messaggi di una chiarezza sconcertante, frasi soggetto-verbo-complemento, che non lasciano spazio all'immaginazione, alla possibilità di vedersi magari alla guida di una macchina come se stessimo facendo il viaggio più emozionante della nostra vita. Fermi in tangenziale siamo e fermi in tangenziale saremo.
In mezzo a tutto questo, esattamente come sempre, le canzoni. E gli interpreti, i veri protagonisti. Forse dovremmo iniziare a chiamarlo Festival dei cantanti italiani invece di Festival della canzone italiana. Ed anche se il gran giorno, qui sul medio adriatico, è oggi, non potevamo far finta di niente. Ed abbiamo cercato di capire chi può rovinarci la festa.
Paolo Meneguzzi: quest'anno decidono di farlo cantare, una canzone che più classica non si può. Il testo è fatto da una serie di periodi costruiti intorno alla parola "grande", che viene ripetuta decine di volte. Diciamo che può bastare, anche per gli anni a venire. E Tiziano Ferro è decisamente un'altra cosa.
L'Aura: sgomento nel gruppo di ascolto, che si trova avanti Elisa con un nome diverso. E' Lisa? No, L'Aura. Ah... A me sembra Lisa... E-lisa, non Lisa... E poi si chiama Laura... No cioè scusa L'Aura... Confusione... Peccato, perchè il resto è tutto a livello...
Milagro: eccoli, quelli che il lunedì di Pasqua imbracciano la chitarra e fanno strage di cuori. Alzi la mano, tra quelli che sono capaci di infilare quattro accordi, quello che non ha usato la chitarra in queste occasioni per motivi diciamo "sociologici". Loro sono andati talmente oltre da arrivare al Festival... E quel famoso lunedì di Pasqua con chi siete tornati a casa, Carla Bruni?
Toto Cutugno: non abbiamo capito. O meglio, un'idea ce la saremmo anche fatta, e potrebbe essere riassunta come "i devastanti effetti della crisi di mezz'età". Ci prendiamo qualche giorno di tempo per cercare di mettere a fuoco la situazione. Nel frattempo fa un pò come gli pare, chè tanto quella un pò pure casa sua è...
Frankie HI NRG: talmente fuori posto da sembrare eversivo. Una spanna sopra tutti, senza farlo pesare.
Andrea Bonomo: il bamboccion di Padoa-Schioppa. Non un grande biglietto da visita, di questi tempi...
Fabrizio Moro: ok, la ragazza ti ha lasciato e quindi non hai voglia di cantare di cose serie. E' siccome sono un pò giù di morale, non mi sforzo neanche più di tanto. Lo schema è lo stesso dello scorso anno: parlo, canticchio, urlo...
Frank Head: pensavamo ad un franchising di parrucchieri, ed invece sono solo dei giovani griffati. La delusione è palpabile, sul medio Adriatico.
Anna Tatangelo: una cosa c'è da dire... quando Gigi D'Alessio scrive una canzone solitamente non lascia molto spazio all'immaginazione. Niente metafore, niente giri di parole. Le cose sono chiamate sempre e comunque con il loro nome, che poi non si presenti qualcuno a dirci non avevo capito. Lei ormai è diventato un femminone e non è che faccia molto per nasconderlo. Che poi possa pure vincerlo questo Festival è tutto da vedere...
Michele Zarrillo: ecco qui l'esempio più lampante del tempo sospeso... ieri sarebbe potuto essere il 1996, o il 2001, il 2006 o forse il 2009. Lui è sempre uguale, le canzoni pure. In un certo senso c'è da fargli i complimenti, non deve essere affatto facile.
Melody Fall: sembrava di essere tornati, grazie a questa meravigliosa macchina del tempo, ai tempi delle feste d'istituto al liceo. L'entusiasmo giovanile è quasi contagioso, i ringraziamenti a Pippo doverosi, l'arrangiamento del pezzo appena appena beatlesiano, il ritorno in Giappone ormai prossimo. Anche prima della fine della settimana, volendo.
Eugenio Bennato: volevo fare la taranta ed ho suonato Raffaella Carrà. Opsss...
Daniele Battaglia: un'esecuzione sconcertante, sembrava uno uscito da Amici, uno uscito abbastanza presto per dirla tutta. Ma tanto per capirci, ci dobbiamo aspettare altri figli dei Pooh nei prossimi anni o possiamo stare tranquilli?
Max Gazzè: onestamente, una mezza delusione. Gazzè è sempre stato uno capace di sorprendere, con canzoni dalla metrica improbabile che però ti entrano in testa, grazie anche al personaggio che difficilmente può essere antipatico. Questa volta però ci è sembrato di risentire Cara Valentina qualche anno dopo, suonata oltretutto con poca voglia. Il viaggio è andato male?
Valerio Sanzotta: quello della ballata folk. Un pò Gang, un pò MCR, ma se poi qualcuno pensa a Rino Gaetano va anche bene. Magari la prossima volta, sperando che ci sia qualcosa da raccontare visto che in tre minuti di canzone abbiamo esaurito gli argomenti. Puoi sempre tornare e parlarci della tua ragazza...
Giua: non l'avremmo mai detto, ma le giurie la fanno passare. Forse la tarda ora, la voglia di tornare a casa... e la qualità finisce per passare innoservata.
Tricarico: è un caso che sia l'ultimo della serata? Avevano paura non si svegliasse a metterlo prima in scaletta? Un premio alla fine lo porterà a casa, sempre dopo l'una però per favore…
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Betty Boop, il Tango, Anita Ekberg, Elvis, Grazie dei fiori e Aprite le fineste sono insallazioni luminose
Il teatro Ariston decorato fino a maggio dalle istallazioni dell'artista pavese
Paolo Meneguzzi, con Grande, si aggiudica quest'anno la palma del testo perfetto in chiave sanremese, ricco com'è di zeppe, rime baciate e iperboli e privo di "aperture a una realtà linguistica esterna all'universo virtuale del festival"
Tutti i Sanremo di Mister Festival
È un sanremo poliedrico quello del 2008, che racconta di un'Italia lenta e bifronte.
C'è un paese che non cambia mai e uno che spera di farcela
Chi cerca sui server P2P le canzoni di Sanremo in anticipo si imbatte nella Rivoluzione di Frankie Hi NRG
Frankie Hi NRG si fa beffe degli scaricatori a caccia dell'inedito
Saranno Svizzera e San Marino a portare la canzone Italiana in Europa. L'Italia snobba la Champions League per farci vedere Sora-Crotone.
Qualcosa si muove, ma l'Italia dice ancora NO.
È pubblica la lista dei motivi in gara al 58° Festival di Sanremo.
Siamo sicuri che se a Sanremo partecipassero motivi non del tutto inediti lo spettacolo e l'interesse per il Festival non ne guadagnerebbero?
La provocazione: è ancora necessario che le canzoni non siano mai state eseguite in pubblico?
Come avere una giuria di esperti che non conta praticamente niente, e la cui unica consegna è non urtare la suscettibilità dei cantanti.
Come già nel 2007, ridurre in percentuale il responso del televoto e delle due giurie ha l'unico, matematico effetto di mortificare il responso delle giurie affidando il risultato del Festival al responso dei televotanti, forti della loro preferenza unica
Com'è possibile percentualizzare giudizi e preferenze secche?
Sanremo si vince all'ultimo voto, e gli analisti invitano alla prudenza.
Un altro Sanremo con vincitrice annunciata
Abbiamo ascoltato le canzoni in anteprima. Eccessivamente verbose, con qualche sorpresa e qualche assonanza. C'è anche un cantante con il riporto.
Mesi di lavoro per un numero, quello del totale e della percentuale di telespettatori come calcolate dal consorzio Auditel.
I dati d'ascolto della prima serata
Il Sanremo di 3 dei 14 giovani finisce dopo tre minuti e mezzo. L'ospite straniero è Lenny Kravitz.
La scaletta della prima serata: apre Paolo Meneguzzi, chiude Tricarico
Figli d'arte e trombati eccellenti: da Giacomo Celentano a Daniele Battaglia
Non bisogna essere il figlio di Schumacher per guidare una formula 1.
Abbiamo visto le prove di domenica. La seconda serata conferma le tendenze della prima. Dovrebbero andare in fuga in due, sullo stesso tandem.
Le pagelle (in anteprima) della seconda serata
Un'altra vigilia di passione per il gruppo d'ascolto Medio Adriatico: aspettando i Duran Duran e il cantante degli Spandau Ballet
Tutto sommato il Festival di Sanremo è un modo per rimanere giovani
Arrivano i dati e l'organizzazione gela: la prima serata del Festival 2008 è la meno vista di sempre. Ma un motivo c'è.
Stime d'ascolto: record negativo
Se ieri è andata bene, bisogna tenere l'ascolto, se ieri è andata male, bisogna inventarsi qualcosa.
I dati d'ascolto della seconda serata
Altri tre giovani a casa, altra valletta sul palco. Di Tonno e Ponce lanciano la loro candidatura. Le ragazzine di 40 anni in deliquio per i Duran Duran
Esclusa dal Festival Loredana Berté. C'è un precedente analogo che avrebbe dovuto rassicurare la cantante calabrese. Ma si esibirà lo stesso. Come Bobby Solo nel 1964.
Soluzione all'italiana per il caso Bertè. Ma nel 2006 Cristicchi venne lasciato in gara.
Quest'anno, per la prima volta, deve essere successo qualcosa. perchè di bambine pausine non c'è ombra. Finite, disperse.
Le pagelle dei gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Immaginate la conferenza di Babbo Natale che deve spiegare ai giornalisti perchè un certo anno porta ai bambini meno regali dell'anno prima, e tutti gli elfi intorno a ballare istericamente.
Un giorno in più che se ne va, un uomo stanco che nessuno ascoltera’ (Riccardo Fogli, 1982)
Niente Festival, c'è il turno di campionato
La serata degli abbinamenti è confermata al giovedì. E' da sempre la notte più dura per gli ascolti Tv. Chissà dopo la sosta pallonara.
I dati d'ascolto della terza serata
È la sera dei duetti: la serata spettacolo che purtroppo non finisce su nessun disco, né su supporto video.
La scaletta della terza serata: la Bertè canta, ma non si sa quando.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Per un'ora sembra il Festival che avremmo voluto
Costa come un evento ma è un programma normale. Ignorate le canzoni, Sanremo soffre. E c'è chi azzarda soluzioni drastiche.
È il solito venerdì di passione per i vertici televisivi?
I dati d'ascolto della quarta serata
Tre vincitori di Sanremo, tre premi della critica e Jovanotti rischiano di oscurare la finalissima dei giovani.
La scaletta della quarta serata: si finisce a tarda ora
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Malumori dopo la quarta serata
Interessa ancora al pubblico chi vince il Festival di Sanremo?
I dati d'ascolto della serata finale
Corsa finale, ma la griglia di partenza è sconosciuta fino all'arrivo. E anche dopo.
Il Festival supera il complesso dei complessi. Vittoria sfiorata
Era da qualche anno che non si vedeva un diciassettenne cantare invece che studiare
Moro, Berlinguer, Guido Rossa, i braccianti e gli operai
Per la prima volta una canzone parla di Internet
Finale a rischio per il complesso rivelazione del Festival
I versi di papà Mogol non riescono a spingerlo in finale
Ci mancava, il militare di carriera che canta la sua missione di pace a Sanremo. Ed eccolo.
Papà non va in pensione, ma magari gli lascia la clientela
Sul Medio Adriatico potremmo chiedere un riconoscimento di un marchio di qualità per i nostri cantanti, qualcosa tipo la Chianina o il Formai de Mut.
Tradizione melodica, sensibilità e trasgressione basteranno a vincere il Festival?
Niente impegno quest'anno, mi ha lasciato la morosa
14 Festival, nove volte sul podio. Tornare a Sanremo è già una vittoria.
Già campione di vendite, tenta uno storico bis da Sanremo a Belgrado
Dopo la vittoria morale del 2003, torna a incassare quel premio che gli manca
L'anagrafe è un'opinione se ci si sente forever young.
Nelle università c'è un tamburello ogni due studenti. Ma Bennato ha altre fonti di ispirazione
È il duetto con il suo primo gruppo la vera chicca del Festival
Alla soglia dei 40, nonha mai confermato l'esordio con il botto
Drammatica ma mai scontata, fuori a sorpresa nel 2006, potrebbe prendersi la rivincita
Fa di tutto per assomigliare a Rutger Hauer di Blade Runner. Non solo in senso metaforico
A forza di Chi non lavora non fa l'amore le aziende licenziano e a protestare è giusto Tiromancino
L'eterno scontro tra lo spirito e la materia
Stessa canzone per lui, stesso titolo per noi
Senza la sua lezione Cristicchi e Moro non avrebbero mai vinto
Riempie con curiosità la nicchia ecologica del campione poco noto al grande pubblico
Tra demonio, santità e collagene, basta che ci sia posto
INFORMATIVA nel rispetto della (a nostro parere insulsissima) Legge Italiana (c.d. Legge Urbani), venisse in mente a qualcuno di invocarla - Nel rispetto dell'art. 1, D.L. 72/2004, si avvisa che, in relazione all'utilizzazione del presente contributo, sono stati assolti tutti gli obblighi derivanti dalla l. n. 633/1941, la sua pubblicazione a titolo gratuito essendo autorizzata direttamente dall'autore. In ogni caso si avverte che la riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al pubblico dell'opera (si definisce come "opera" l'insieme degli articoli e delle raccolte dati presenti nel sito), in difetto di autorizzazione dell'autore, costituisce violazione della legge, perseguita, a seconda dei casi, con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a 15'493,70 euro. Il presente avviso è apposto ai sensi e per gli effetti delle disposizioni contenute nell’art. 1, comma 1, della Legge 21 maggio 2004, n. 128, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 marzo 2004, n. 72, recante interventi per contrastare la diffusione telematica abusiva di opere dell’ingegno, nonchè a sostegno delle attività cinematografiche e dello spettacolo, fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro delle comunicazioni, ivi previsto. Ciò nonostante, l'autore espressamente autorizza la riproduzione, la diffusione e l'uso anche non personale dei contributi originali, con ogni mezzo e su qualsivoglia supporto. La presente informativa, visualizzata in caratteri di corpo non inferiore a quello del testo dell'opera (il colore se lo sono scordati), in calce alla stessa, è parte integrante ed inscindibile dell'opera e la sua rimozione o la riduzione del carattere saranno ad ogni effetto considerati come violazione dei diritti dell'autore e come tali perseguibili a norma di legge. Il sito di Radio Bazooki è citato per fare un piacere al Dottor Spock. Resta libera, a norma dell'art. 70 l. n. 633/1941, la citazione delle opere a scopo scientifico e la sua riproduzione, anche parziale, ad uso didattico, e potrei continuare dicendo anche delle parolacce, tanto questo elenco del c***zo non lo leggerà un c***zo di nessuno, cacca, piscio, pus e formaggella. I Masai! Là fuori ci sono i Masai incazzati e qui dentro tutti urlano. Ah, sito a carattere non periodico. Tiè.
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs2.5 License.