IL SITO INDIPENDENTE SUL FESTIVAL DI SANREMO DAL 1998
Le pagelle dei gruppo d'ascolto Medio Adriatico

Il moderno Festival di Sanremo è diviso in due ere. L'era prima della Pausini e l'era dopo la Pausini, che chiameremo per comodità P.P. e D.P. Dall'anno zero ad ogni edizione ci sono state proposte una o più bambine pausine, ragazze solitamente giovani che avevano come scopo quello di cercare di ripetere il successo di nostra signora della canzone. Sempre con risultati scarsi, aggiungerei.
Quest'anno, per la prima volta, deve essere successo qualcosa. perchè di bambine pausine non c'è ombra. Finite, disperse. Forse i nostri discografici si sono accorti che è un genere che non va più, forse pensano che il pubblico voglia ascoltare qualcosa in cui possa più facilmente identificarsi. Ecco perchè allora siamo stati invasi da quelli del lunedì di Pasqua, o da cantanti che recitano testi di una semplicità ed un qualunquismo disarmanti. Per quanto riguarda lo show televisivo poi c'è poco da lamentarsi se viene voglia di cambiare canale.
Leggiamo che autori, conduttori, dirigenti e chi per loro sono al lavoro per tagliare i tempi morti e tornare a fare si che la trasmissione sia dedicata alle canzoni. Beh, o vi siete impegnati poco o forse non avevate tanto chiaro l'obiettivo finale. E poi se hai previsto in una serata 17 canzoni in tutto della durata di 4 minuti al massimo, arrivare alla mezzanotte diventa davvero un'impresa ardua.
Ecco il perchè di tutti i siparietti che dobbiamo sorbirci, degli spot al musical del momento, del playback dei Duran Duran - era proprio necessario? - della biografia di Bianca Guaccero. Il gruppo d'ascolto per una buona metà vorrebbe fare altro. Come dargli torto? Il telecomando lavora più del solito, a cercare quei momenti in cui finalmente decidono di lasciare spazio alla musica.
E dire che da queste parti era la sera più attesa, in cui scendeva in campo la nostra squadra del cuore con il nuovo acquisto argentino - qui siamo abituati ai brasiliani, quindi era una novità nella novità. Diciamo che abbiamo portato a casa una vittoria di misura, diciamo che il bel gioco deve ancora venire - e qui siamo di palato fine - diciamo che abbiamo visto altre squadre che ci hanno impressionato ma che tutto sommato continuiamo a crederci. Il tifoso vede le cose con l'occhio dell'innamorato...
Mario Venuti: ci avevamo creduto. Poteva essere l'anno buono, dopo che nel 2006 una canzone bella come Un altro posto nel mondo forse non era stata capita. I tempi potevano essere maturi, come capita a quelle squadre giovani che a sprazzi entusiasmano ma che poi raccolgono meno di quello che meritano. E invece A ferro e fuoco è una canzone sicuramente sopra la media ma poco "spessa": per vincere il festival occorre qualcosa in più. Un pò più di ritornello, un pò più di strofa, un pò di più e basta. Peccato, davvero.
Amedeo Minghi: il gruppo d'ascolto sull'esibizione del Maestro si è guardato in faccia, basito. Perchè se è vero che si è presentato vestito da motociclista - meglio degli ingessatissimi spolverini degli altri anni - è anche vero che ha cantato una canzone degna. Una canzone "spessa". Che non vincerà, ma che dimostra che l'esperienza aiuta a fare punti in classifica. E poi siamo curiosi di sapere con che moto va girando il Maestro...
La scelta: il nome è tremendo. Forse se ne sta rendendo conto anche chi l'ha scelto. La canzone, buttata lì sul palco dell'Ariston, vuol dire poco. E' questa la musica che suonate di solito?
Giò Di Tonno e Lola Ponce: il momento tanto atteso. Se fossero fidanzati sarebbero il Bruce Springsteen del medio adriatico e la Patti Scialfa dell'emisfero sud. Da Gianna Nannini ci saremmo aspettati qualcosa in più, ma se Vattene Amore arrivò terza qui possiamo aspirare a qualcosa di meglio. Per il bel gioco ne riparliamo più avanti.
i Sonohra : ariecco quelli del lunedì di Pasqua. Altri lunedì, altre comitive. Questi modulano pure, che ci fa pensare che qualcuno tornava anche a casa col mal di testa.
Gianluca Grignani: questo ci fa paura. Nell'anno XV D.P. Grignani presenta all'incasso il titolo di credito emesso da nostra signora della canzone. Visto che Destinazione Paradiso non la si può cantare, si presenta con una canzone alla Grignani - e come le scrive lui non le scrive nessun altro - cantata come la canterebbe Grignani. Lo aspettiamo sul podio, molto in alto. Meritatamente, tutto sommato.
Jacopo Troiani: in un festival in cui mancano le bambine pausine - il primo dell'era D.P. a memoria - abbiamo il bambino pausino, che sembra una macchina da guerra per quanto appare freddo e preparato. Le giurie - non avevamo dubbi - apprezzano. Noi abbiamo scommesso sul tempo che impiegheremo a dimenticare la canzone. Un mese, al massimo.
Mietta: i 4 minuti più veloci del festival. Seguiti dai due più lunghi. Quelli del siparietto in pugliese.
Rosario Morisco: non sparate sulla croce rossa...
Loredana Bertè: diciamolo in modo chiaro, tutti si sono chiesti se ci è o ci fa. Però i dieci minuti scarsi di presenza sul palco sono stati forse i meno artificiali di tutta la serata, se non altro per le facce terree di Pippo Baudo e Chiambretti. Ringrazia i fonici, ma poi durante l'esibizione si ferma un paio di volte perchè non sente niente. La canzone è perfetta per lei, anche se non ci è chiara la paternità. Nelle prossime serate abbiamo un motivo per continuare a guardare il Festival…
Little Tony: eccola qui, finalmente, l'Italia dei parenti e affini fino al sesto grado. Spaghetti'n'roll!!
Ariel: la battuta di Chiambretti sul nome è da terza elementare, la canzone pure. Un'Alexia c'è già...
Tiromancino: si presentano a Sanremo con la versione 3.0 (ancora in beta però). Dopo l'aggiornamento alla 2.0, fatto anch'esso al Festival del 2000 con Strade, ci riprovano sterzando verso una specie di cantautorato senza i ricami portati dal buon Sinigallia e che tanto avevano caratterizzato il suono del gruppo negli ultimi anni. Diciamo che non ci convince completamente, aspettiamo la versione stabile per giudicare meglio. Se mai ci sarà.
Finley: ecco una di quelle cose di cui avremmo fatto volentieri a meno. Non che non debbano esistere, per carità. Ci sono migliaia di ragazzine pronte a gettarsi nel fuoco per loro. Ma evitiamo almeno la faccia da culo, perchè se hai più di vent'anni è veramente dura credervi...
Francesco Rapetti: vale quanto detto ieri per Daniele Battaglia. E la fine che fa è la stessa.
Sergio Cammariere: a tratti sembra in estasi, fulminato sulla via di San Remo. Tutto perfetto, tutto come sempre, pronto per un altro premio della critica. Certo farsi dire che si è a posto in un manicomio non è esattamente come avere un certificato di sana e robusta costituzione...
Valeria Vaglio: relegata a notte fonda, paga la stanchezza delle giurie. E se si vuole parlare di certi temi, chiedere consiglio al maestro D'Alessio
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Betty Boop, il Tango, Anita Ekberg, Elvis, Grazie dei fiori e Aprite le fineste sono insallazioni luminose
Il teatro Ariston decorato fino a maggio dalle istallazioni dell'artista pavese
Paolo Meneguzzi, con Grande, si aggiudica quest'anno la palma del testo perfetto in chiave sanremese, ricco com'è di zeppe, rime baciate e iperboli e privo di "aperture a una realtà linguistica esterna all'universo virtuale del festival"
Tutti i Sanremo di Mister Festival
È un sanremo poliedrico quello del 2008, che racconta di un'Italia lenta e bifronte.
C'è un paese che non cambia mai e uno che spera di farcela
Chi cerca sui server P2P le canzoni di Sanremo in anticipo si imbatte nella Rivoluzione di Frankie Hi NRG
Frankie Hi NRG si fa beffe degli scaricatori a caccia dell'inedito
Saranno Svizzera e San Marino a portare la canzone Italiana in Europa. L'Italia snobba la Champions League per farci vedere Sora-Crotone.
Qualcosa si muove, ma l'Italia dice ancora NO.
È pubblica la lista dei motivi in gara al 58° Festival di Sanremo.
Siamo sicuri che se a Sanremo partecipassero motivi non del tutto inediti lo spettacolo e l'interesse per il Festival non ne guadagnerebbero?
La provocazione: è ancora necessario che le canzoni non siano mai state eseguite in pubblico?
Come avere una giuria di esperti che non conta praticamente niente, e la cui unica consegna è non urtare la suscettibilità dei cantanti.
Come già nel 2007, ridurre in percentuale il responso del televoto e delle due giurie ha l'unico, matematico effetto di mortificare il responso delle giurie affidando il risultato del Festival al responso dei televotanti, forti della loro preferenza unica
Com'è possibile percentualizzare giudizi e preferenze secche?
Sanremo si vince all'ultimo voto, e gli analisti invitano alla prudenza.
Un altro Sanremo con vincitrice annunciata
Abbiamo ascoltato le canzoni in anteprima. Eccessivamente verbose, con qualche sorpresa e qualche assonanza. C'è anche un cantante con il riporto.
Mesi di lavoro per un numero, quello del totale e della percentuale di telespettatori come calcolate dal consorzio Auditel.
I dati d'ascolto della prima serata
Il Sanremo di 3 dei 14 giovani finisce dopo tre minuti e mezzo. L'ospite straniero è Lenny Kravitz.
La scaletta della prima serata: apre Paolo Meneguzzi, chiude Tricarico
Figli d'arte e trombati eccellenti: da Giacomo Celentano a Daniele Battaglia
Non bisogna essere il figlio di Schumacher per guidare una formula 1.
Abbiamo visto le prove di domenica. La seconda serata conferma le tendenze della prima. Dovrebbero andare in fuga in due, sullo stesso tandem.
Le pagelle (in anteprima) della seconda serata
Un'altra vigilia di passione per il gruppo d'ascolto Medio Adriatico: aspettando i Duran Duran e il cantante degli Spandau Ballet
Tutto sommato il Festival di Sanremo è un modo per rimanere giovani
Arrivano i dati e l'organizzazione gela: la prima serata del Festival 2008 è la meno vista di sempre. Ma un motivo c'è.
Stime d'ascolto: record negativo
Se ieri è andata bene, bisogna tenere l'ascolto, se ieri è andata male, bisogna inventarsi qualcosa.
I dati d'ascolto della seconda serata
Altri tre giovani a casa, altra valletta sul palco. Di Tonno e Ponce lanciano la loro candidatura. Le ragazzine di 40 anni in deliquio per i Duran Duran
Esclusa dal Festival Loredana Berté. C'è un precedente analogo che avrebbe dovuto rassicurare la cantante calabrese. Ma si esibirà lo stesso. Come Bobby Solo nel 1964.
Soluzione all'italiana per il caso Bertè. Ma nel 2006 Cristicchi venne lasciato in gara.
Quest'anno, per la prima volta, deve essere successo qualcosa. perchè di bambine pausine non c'è ombra. Finite, disperse.
Le pagelle dei gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Immaginate la conferenza di Babbo Natale che deve spiegare ai giornalisti perchè un certo anno porta ai bambini meno regali dell'anno prima, e tutti gli elfi intorno a ballare istericamente.
Un giorno in più che se ne va, un uomo stanco che nessuno ascoltera’ (Riccardo Fogli, 1982)
Niente Festival, c'è il turno di campionato
La serata degli abbinamenti è confermata al giovedì. E' da sempre la notte più dura per gli ascolti Tv. Chissà dopo la sosta pallonara.
I dati d'ascolto della terza serata
È la sera dei duetti: la serata spettacolo che purtroppo non finisce su nessun disco, né su supporto video.
La scaletta della terza serata: la Bertè canta, ma non si sa quando.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Per un'ora sembra il Festival che avremmo voluto
Costa come un evento ma è un programma normale. Ignorate le canzoni, Sanremo soffre. E c'è chi azzarda soluzioni drastiche.
È il solito venerdì di passione per i vertici televisivi?
I dati d'ascolto della quarta serata
Tre vincitori di Sanremo, tre premi della critica e Jovanotti rischiano di oscurare la finalissima dei giovani.
La scaletta della quarta serata: si finisce a tarda ora
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Malumori dopo la quarta serata
Interessa ancora al pubblico chi vince il Festival di Sanremo?
I dati d'ascolto della serata finale
Corsa finale, ma la griglia di partenza è sconosciuta fino all'arrivo. E anche dopo.
Il Festival supera il complesso dei complessi. Vittoria sfiorata
Era da qualche anno che non si vedeva un diciassettenne cantare invece che studiare
Moro, Berlinguer, Guido Rossa, i braccianti e gli operai
Per la prima volta una canzone parla di Internet
Finale a rischio per il complesso rivelazione del Festival
I versi di papà Mogol non riescono a spingerlo in finale
Ci mancava, il militare di carriera che canta la sua missione di pace a Sanremo. Ed eccolo.
Papà non va in pensione, ma magari gli lascia la clientela
Sul Medio Adriatico potremmo chiedere un riconoscimento di un marchio di qualità per i nostri cantanti, qualcosa tipo la Chianina o il Formai de Mut.
Tradizione melodica, sensibilità e trasgressione basteranno a vincere il Festival?
Niente impegno quest'anno, mi ha lasciato la morosa
14 Festival, nove volte sul podio. Tornare a Sanremo è già una vittoria.
Già campione di vendite, tenta uno storico bis da Sanremo a Belgrado
Dopo la vittoria morale del 2003, torna a incassare quel premio che gli manca
L'anagrafe è un'opinione se ci si sente forever young.
Nelle università c'è un tamburello ogni due studenti. Ma Bennato ha altre fonti di ispirazione
È il duetto con il suo primo gruppo la vera chicca del Festival
Alla soglia dei 40, nonha mai confermato l'esordio con il botto
Drammatica ma mai scontata, fuori a sorpresa nel 2006, potrebbe prendersi la rivincita
Fa di tutto per assomigliare a Rutger Hauer di Blade Runner. Non solo in senso metaforico
A forza di Chi non lavora non fa l'amore le aziende licenziano e a protestare è giusto Tiromancino
L'eterno scontro tra lo spirito e la materia
Stessa canzone per lui, stesso titolo per noi
Senza la sua lezione Cristicchi e Moro non avrebbero mai vinto
Riempie con curiosità la nicchia ecologica del campione poco noto al grande pubblico
Tra demonio, santità e collagene, basta che ci sia posto
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