«E dammela la mela, sai quanto mi fa gola, se te la mangi sola che gusto ci sarà?»
IL SITO INDIPENDENTE SUL FESTIVAL DI SANREMO DAL 1998
Patrizio BaùHa 35 anni e insegna alle medie, e a Sanremo gli tocca stare tra i pischelli e prendere i rimbrotti del vescovo
Scomunicato
Il vescovo di Ventimiglia e Sanremo lancia strali: proprio uno che insegna ai ragazzi canta una canzone con troppo sesso. E subito la stampa ricama polemiche. Benvenuti negli anni cinquanta.
Una volta la categoria minore si chiamava Nuove proposte, o Novità. Uno poteva essere una novità anche a 60 anni, magari prima faceva un altro mestiere. Dagli anni novanta in poi, si parla di Giovani e la si butta sull'età.
Oggi si è giovani fino a 35 anni, e si cerca di farsi notare parlando di sesso. Lo facevano in questo modo giocoso e garbato Lucio Battisti e Mogol, lo faceva Marcella nel 1981, quando cantava che Il limone non ci va sul pesce, scotta ancora la banana flambè.
Di sesso a Sanremo ce ne è stato tanto, sesso solitario per Fiorella Mannoia nel 1981 (non ho bisogno delle tue mani, mi basto sola) per Cristiano de André nel 1985 (Fare l'amore da solo non ne ho voglia e poi non ho fantasia ) e per Andrea Ori, che nel 2006 raccontava così ho fatto l'amore col mare e son venuto lì dentro a quel mare.
La censura riuscì a mutare i versi della canzone vincitrice del 1972: Giacesti bambina divenne Tu eri bambina, i tredici anni diventano sedici anche sulla versione incisa, e Hai già avuto un'amante diventa un più vago Ti senti già grande. Nicola di Bari canta di quando lei impazziva al profumo dei fiori, e porta a casa il suo secondo Festival.
Una volta c'era la censura, ma Peppino di Capri vince il Festival del 1976 raccontando di un primo spogliarello (Una perla di sudore dal tuo viso scende giù) e sorvolando sul resto, sintetizzato nei versi La camicia di velluto lentamente cade giù, poi mi dici "Non sta bene, tu non puoi veder di più". Sempre nel 1976, i brani di Don Miko che andava in camporella con gli scoiattoli e una signora sposata (Tu così donna, tu ami un bambino ma quando mi sento il tuo corpo vicino, so che ti amo, oggi in gergo si chiamano MILF), e di Carlo Gigli, che lasciava poco all'immaginazione (Sei mia, e diventi ogni istante più mia: mentre gridi io sono una donna sto vivendo già dentro di te). Nel 1979 era secondo Enzo Carella, che parlava di Barbara, diavola che scivola esplicitando In bocca a te è più bello.
Nel 2000 Gigi d'Alessio era abbastanza esplicito nel ricordare di Quella volta per un tuo ritardo ci tremava il cuore. Nel 1993 Leo Leandro andava a prendere una sedicenne a scuola: caramella alla mela, che seno a pera. Ancora nel 1989, Gloria Nuti urlava il suo rifiuto e poi il suo assenso alla prima volta: E adesso sono qui da te per chiederti fammi provare, attento amore, non farmi male.
Ancora nel 2000, Mietta invitava il suo amante a essere come Miele nel sole, e spingersi nel suo, di lei, fogliame odoroso, sottolineando come fare l'amore spingesse a usare espressioni non convenienti.
Nel 1997 Leandro Barsotti implorava la sua fragolina di non andare via: Non lo vedi che lo adoro il tuo culetto d'oro. La stessa Giorgia vinceva con Come saprei confessando: io vorrei che fosse già pelle il contatto che c'è.
Patrizio Baù con il concetto di sesso ci gioca, chiede alla compagna di giochi: sfizia la mia schiena col calore delle mani e dei sederi, e poi ancora E mordila la mela, golosa nella gola, succosa ti consola. Roba da educande.
Non c'è poi tanta differenza con Come un melo tra gli alberi del bosco, il mio diletto fra i giovani. Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo e dolce è il suo frutto al mio palato. Mi ha introdotto nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore. (Cantico dei Cantici, 2:3). Monsignor Alberto Maria Careggio era forse distratto in occasione dei Festival passati, ma questi versi fanno parte del suo curriculum.
E allora, perché tanta indignazione, per una gioia d'amore che nulla nega essere coniugale, procreativa, lecita? O forse siamo tornati alla voglia di controllo sociale, di indice, che faceva condannare Tua di Jula de Palma in un lontano e preconciliare 1959?
Peccati di gola( Patrizio Baù - Maurizio Bernacchia)
In amore è naturale liberare l'animale quasi chiuso dentro te: come api sopra un fiore fare miele, far l'amore...dimmi tu che male c'è?
Una donna sul cuscino, come panna sul budino ti condanna ad un destino di golosità.
Ogni riccio è seduzione, un capriccio mascalzone, un pasticcio d'emozione che ti sazierà.
Libera la mente, poi prendi il via: sfodera un ventaglio di fantasia, libera l'amante che hai sotto la pelle, prendi appuntamento con tutte le stelle.
Spazzola i capelli dai pensieri più cattivi, brutti e seri, frizzola la lingua in bocca, che acquolina ho.
Ruzzola di gioia sui sentieri dei problemi giornalieri, spizzica le labbra e non potrai più dire no.
E alza la sottana, socchiudi la persiana, poi guarda che ruffiana la femminilità.
E dammela la mela, sai quanto mi fa gola: se te la mangi sola che gusto ci sarà?
In amore è naturale catturare l'animale quasi arreso dentro me.
Come alici sotto il mare sa di sale far l'amore. Dimmi tu che male c'è?
Scordati la gente, la frenesia: togliti il guinzaglio l'ipocrisia, tuffati in un mondo di morbida pelle, mettiti al volante di un carro di stelle. Spezza la catena del pudore, poi scatena i desideri. Frizzola la lingua in bocca, che acquolina ho!
Sfizia la mia schiena col calore delle mani e dei sederi, Vizia la mia voglia: che peccato dire no.
E alza la sottana, socchiudi la persiana, ma guarda che ruffiana la femminilità. E dammela la mela, sai quanto mi fa gola: se te la mangi sola che gusto ci sarà? E alza la sottana, e apri la persiana, che figlia di puttana la femminilità.
E mordila la mela, golosa nella gola: succosa ti consola, che gusto che mi dà.
Dammene... pietà: dammela la mela, la morderò, dammene...pietà: te la rendo, non te la perderò. Dammene...pietà: dammela, lo sai, non la mangerò: dammene, pietà: non pretendo tutta, ma almeno un po'.
«E dammela la mela, sai quanto mi fa gola, se te la mangi sola che gusto ci sarà?»
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Betty Boop, il Tango, Anita Ekberg, Elvis, Grazie dei fiori e Aprite le fineste sono insallazioni luminose
Il teatro Ariston decorato fino a maggio dalle istallazioni dell'artista pavese
Paolo Meneguzzi, con Grande, si aggiudica quest'anno la palma del testo perfetto in chiave sanremese, ricco com'è di zeppe, rime baciate e iperboli e privo di "aperture a una realtà linguistica esterna all'universo virtuale del festival"
Tutti i Sanremo di Mister Festival
È un sanremo poliedrico quello del 2008, che racconta di un'Italia lenta e bifronte.
C'è un paese che non cambia mai e uno che spera di farcela
Chi cerca sui server P2P le canzoni di Sanremo in anticipo si imbatte nella Rivoluzione di Frankie Hi NRG
Frankie Hi NRG si fa beffe degli scaricatori a caccia dell'inedito
Saranno Svizzera e San Marino a portare la canzone Italiana in Europa. L'Italia snobba la Champions League per farci vedere Sora-Crotone.
Qualcosa si muove, ma l'Italia dice ancora NO.
È pubblica la lista dei motivi in gara al 58° Festival di Sanremo.
Siamo sicuri che se a Sanremo partecipassero motivi non del tutto inediti lo spettacolo e l'interesse per il Festival non ne guadagnerebbero?
La provocazione: è ancora necessario che le canzoni non siano mai state eseguite in pubblico?
Come avere una giuria di esperti che non conta praticamente niente, e la cui unica consegna è non urtare la suscettibilità dei cantanti.
Come già nel 2007, ridurre in percentuale il responso del televoto e delle due giurie ha l'unico, matematico effetto di mortificare il responso delle giurie affidando il risultato del Festival al responso dei televotanti, forti della loro preferenza unica
Com'è possibile percentualizzare giudizi e preferenze secche?
Sanremo si vince all'ultimo voto, e gli analisti invitano alla prudenza.
Un altro Sanremo con vincitrice annunciata
Abbiamo ascoltato le canzoni in anteprima. Eccessivamente verbose, con qualche sorpresa e qualche assonanza. C'è anche un cantante con il riporto.
Mesi di lavoro per un numero, quello del totale e della percentuale di telespettatori come calcolate dal consorzio Auditel.
I dati d'ascolto della prima serata
Il Sanremo di 3 dei 14 giovani finisce dopo tre minuti e mezzo. L'ospite straniero è Lenny Kravitz.
La scaletta della prima serata: apre Paolo Meneguzzi, chiude Tricarico
Figli d'arte e trombati eccellenti: da Giacomo Celentano a Daniele Battaglia
Non bisogna essere il figlio di Schumacher per guidare una formula 1.
Abbiamo visto le prove di domenica. La seconda serata conferma le tendenze della prima. Dovrebbero andare in fuga in due, sullo stesso tandem.
Le pagelle (in anteprima) della seconda serata
Un'altra vigilia di passione per il gruppo d'ascolto Medio Adriatico: aspettando i Duran Duran e il cantante degli Spandau Ballet
Tutto sommato il Festival di Sanremo è un modo per rimanere giovani
Arrivano i dati e l'organizzazione gela: la prima serata del Festival 2008 è la meno vista di sempre. Ma un motivo c'è.
Stime d'ascolto: record negativo
Se ieri è andata bene, bisogna tenere l'ascolto, se ieri è andata male, bisogna inventarsi qualcosa.
I dati d'ascolto della seconda serata
Altri tre giovani a casa, altra valletta sul palco. Di Tonno e Ponce lanciano la loro candidatura. Le ragazzine di 40 anni in deliquio per i Duran Duran
Esclusa dal Festival Loredana Berté. C'è un precedente analogo che avrebbe dovuto rassicurare la cantante calabrese. Ma si esibirà lo stesso. Come Bobby Solo nel 1964.
Soluzione all'italiana per il caso Bertè. Ma nel 2006 Cristicchi venne lasciato in gara.
Quest'anno, per la prima volta, deve essere successo qualcosa. perchè di bambine pausine non c'è ombra. Finite, disperse.
Le pagelle dei gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Immaginate la conferenza di Babbo Natale che deve spiegare ai giornalisti perchè un certo anno porta ai bambini meno regali dell'anno prima, e tutti gli elfi intorno a ballare istericamente.
Un giorno in più che se ne va, un uomo stanco che nessuno ascoltera’ (Riccardo Fogli, 1982)
Niente Festival, c'è il turno di campionato
La serata degli abbinamenti è confermata al giovedì. E' da sempre la notte più dura per gli ascolti Tv. Chissà dopo la sosta pallonara.
I dati d'ascolto della terza serata
È la sera dei duetti: la serata spettacolo che purtroppo non finisce su nessun disco, né su supporto video.
La scaletta della terza serata: la Bertè canta, ma non si sa quando.
Le pagelle del gruppo d'ascolto Medio Adriatico alla serata dei duetti
Per un'ora sembra il Festival che avremmo voluto
Costa come un evento ma è un programma normale. Ignorate le canzoni, Sanremo soffre. E c'è chi azzarda soluzioni drastiche.
È il solito venerdì di passione per i vertici televisivi?
I dati d'ascolto della quarta serata
Tre vincitori di Sanremo, tre premi della critica e Jovanotti rischiano di oscurare la finalissima dei giovani.
La scaletta della quarta serata: si finisce a tarda ora
Il gruppo d'ascolto del Medio Adriatico festeggia.
Pescara si è abituata a vincere, anche se è troppo tardi per i caroselli
«Manca la gara» pare scusarsi Baudo: i miei festival migliori sono stati quelli con le classifiche provvisorie.
Malumori dopo la quarta serata
Interessa ancora al pubblico chi vince il Festival di Sanremo?
I dati d'ascolto della serata finale
Corsa finale, ma la griglia di partenza è sconosciuta fino all'arrivo. E anche dopo.
Il Festival supera il complesso dei complessi. Vittoria sfiorata
Era da qualche anno che non si vedeva un diciassettenne cantare invece che studiare
Moro, Berlinguer, Guido Rossa, i braccianti e gli operai
Per la prima volta una canzone parla di Internet
Finale a rischio per il complesso rivelazione del Festival
I versi di papà Mogol non riescono a spingerlo in finale
Ci mancava, il militare di carriera che canta la sua missione di pace a Sanremo. Ed eccolo.
Papà non va in pensione, ma magari gli lascia la clientela
Sul Medio Adriatico potremmo chiedere un riconoscimento di un marchio di qualità per i nostri cantanti, qualcosa tipo la Chianina o il Formai de Mut.
Tradizione melodica, sensibilità e trasgressione basteranno a vincere il Festival?
Niente impegno quest'anno, mi ha lasciato la morosa
14 Festival, nove volte sul podio. Tornare a Sanremo è già una vittoria.
Già campione di vendite, tenta uno storico bis da Sanremo a Belgrado
Dopo la vittoria morale del 2003, torna a incassare quel premio che gli manca
L'anagrafe è un'opinione se ci si sente forever young.
Nelle università c'è un tamburello ogni due studenti. Ma Bennato ha altre fonti di ispirazione
È il duetto con il suo primo gruppo la vera chicca del Festival
Alla soglia dei 40, nonha mai confermato l'esordio con il botto
Drammatica ma mai scontata, fuori a sorpresa nel 2006, potrebbe prendersi la rivincita
Fa di tutto per assomigliare a Rutger Hauer di Blade Runner. Non solo in senso metaforico
A forza di Chi non lavora non fa l'amore le aziende licenziano e a protestare è giusto Tiromancino
L'eterno scontro tra lo spirito e la materia
Stessa canzone per lui, stesso titolo per noi
Senza la sua lezione Cristicchi e Moro non avrebbero mai vinto
Riempie con curiosità la nicchia ecologica del campione poco noto al grande pubblico
Tra demonio, santità e collagene, basta che ci sia posto
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