IL SITO INDIPENDENTE SUL FESTIVAL DI SANREMO DAL 1998
Forse sì, forse no, forse nel 2008: al Sanremo d'Europa l'Italia resta fuori

Mentre l'Italia si culla in un mondo che termina a Lugano, l'Europa della canzone si allarga e va avanti. La trasmissione televisiva più vista d'Europa si chiama Eurovision Song Contest. L'Italia è assente da dieci anni, nonostante i ponti d'oro e l'accesso diretto alla finale cui avrebbe diritto.
E'la trasmissione televisiva non sportiva più seguita del mondo. Mette in competizione oltre 48 paesi, dall'Islanda a Israele, dall'Azerbaigian al Portogallo. L'audience è stimata, in anni recenti, tra i 100 e 600 milioni di telespettatori. La nazione la cui canzone vince ha il diritto di ospitare l'edizione successiva e di condirla con tanti spot autopromozionali quanti sono i brani in gara.
L' Eurovision Song Contest, detto in Italiiano L'Eurofestival, è a livello europeo quello che per noi Italiani è il Festival di Sanremo. Ritrasmesso in tutto il mondo, viene visto in Australia, Canada, Giordania, Hong Kong, India, Corea, Nuova Zelanda e Stati Uniti d'America. 74.000 persone hanno visto l'edizione 2006 in diretta su Internet.
L'Eurofestival, nato nel 1956 per promuovere la diffusione del mezzo televisivo, è diventato con il passare degli anni una pietra miliare della cultura europea. In qualsiasi casa o gruppo di amici ci si trovi attraverso il continente, parlare dei cantanti e delle canzoni in concorso è un modo per rompere il ghiaccio e familiarizzare, sentirsi parte di una cultura comune Europea.
Come il Festival di Sanremo, la cui formula ispirò nel 1956 l'invenzione dell'Eurofestival, lo stile delle canzoni in concorso si è evoluto dal melodico orchestrale alla rappresentazione dei generi più eclettici, dalla musica Latina all'Heavy Metal, al rap, al Rock, alla musica Folk, al genere Arabeggiante, alla dance, alla musica balcanica.
L'Eurofestival si svolge in due serate: una semifinale e una finale. Accedono alla finale 24 canzoni: le prime dieci nazioni nella classifica dell'anno precedente e, di diritto, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania, le cosiddette "quattro grandi" in quanto maggiori contribuenti del Consorzio Eurovisione. L'Italia, per bocca del General Manager dell'Eurovision Song Contest, avrebbe diritto di accedere direttamente alla finale.
Le altre dieci canzoni sono le prime dieci canzoni classificate nella semifinale, che si tiene due giorni prima e mette di fronte tutte le altre nazioni.
In ognuna delle nazioni partecipanti i brani sono votati con il sistema del televoto. Ogni pubblico nazionale, da Andorra alla Russia, costituisce una giuria, e assegna 12 punti alla canzone preferita, 10 alla seconda, 8 alla terza, e così via . Nessuna nazione può votare per la canzone "di casa". Al termine dell'esibizione di tutti i concorrenti, si può televotare per 12 minuti.
Una serie di collegamenti con ogni singola giuria nazionale permette il formarsi della classifica, al termine della quale viene premiata la nazione vincitrice, che guadagna il diritto a ospitare il concorso l'anno successivo.
Anche nel 2007 l'Italia mancherà dall'Eurovision Song Contest. Il responsabile della manifestazione, lo svedese Svante Stockselius, ha fatto del ritorno dell'Italia uno degli obiettivi del suo mandato da supervisore. Ci sono stati contatti con la Rai, che però non sono approdati a nulla.
L'Italia è assente dall'Eurofestival dal 1997, quando parteciparono i Jalisse, classificandosi al quarto posto con Fiumi di parole. Assenti nel 1994, 1995 e 1996, la partecipazione precedente aveva visto uno svogliato Enrico Ruggeri esibirsi per primo con la mediocre "Sole d'Europa".
Negli anni ottanta, grazie alla partecipazione di Alice e Franco Battiato prima e di Tozzi e Raf poi, la manifestazione ebbe un sussulto di notorietà, per poi perderlo, si disse perchè non redditizia per la televisione nazionale.
Nel 1990 Toto Cutugno si affermò a sorpresa a Zagabria con Insieme: 1992, canzone che celebrava la futura unione e la caduta del muro di Berlino. L'edizione del 1991 avrebbe dovuto tenersi a Sanremo, ma i timori di attentati in concomitanza con la prima guerra del Golfo suggerirono un capannone di Cinecittà. L'edizione Italiana, cui prese parte in difesa dei colori azzurri Peppino Di Capri, con l'imperativo di non vincere ancora, è ricordata dal pubblico europeo come la più scarsa. In particolare, Gigliola Cinquetti, vincitrice nel 1964, e lo stesso Toto Cutugno vennero designati come presentatori, distinguendosi, specie quest'ultimo, per la scarsa dimestichezza con l'inglese.
Quello che all'estero è un onore e un'opportunità pari all'organizzazione di un grande evento sportivo, per la Rai del direttore generale Gianni Pasquarelli divenne una fastidiosa incombenza. I telespettatori europei parlano ancora della mediocre organizzazione italiana, della scenografia che illustrava la strada di un paese, dell'inesistente eco che la manifestazione ebbe nei media della nazione ospitante.
Secondo il sito indipendenteEsctoday.com, esisterebbero forti resistenze proprio all'interno della stessa televisione pubblica, che impediscono il ritorno in gara dei rappresentanti italiani. Un round di trattative sarebbe fallito negli ultimi mesi del 2006.
Fa rabbia vedere una festa continentale e sapere che l'azienda televisiva di stato non vuole prendervi parte. In un processo di nation building europeo, occorrerebbe proprio trovare punti in comune con gli altri europei, senza chiuderci nel nostro mondo Italocentrico che ha per capitali Roma e Cologno Monzese. Il ritorno dell'Italia all'Eurofestival sarebbe un piccolo segnale dell'uscita da quell'isolamento culturale e autarchia televisiva che oggi invece rischiano di farci perdere quella dimensione e quel pensiero internazionale che è necessaria al nostro paese.
Oggi, è come se ci privassero della Champions League per fare appassionare il pubblico alle supersfide del Campionato di Serie A. Perchè avere Barcellona-Liverpool quando possiamo godere un eterno Milan-Juventus?
Fate un confronto tra il sito ufficiale dell'Eurofestival, www.eurovision.tv e il sito ufficiale del Festival di Sanremo. L'European Broadcasting Union ha assunto nel 2006 per il proprio sito ufficiale Sietse Bakker (foto), 24 anni, olandese, già gestore e manutentore di EscToday.com, il sito indipendente sull'Gran Premio Eurovisione della Canzone.
Le canzoni dell'Eurofestival sono presentate e messe in linea due mesi prima della kermesse. La compilation è pure in vendita prima del concorso, affinchè possa crescere l'aspettativa verso l'evento e il pubblico europeo possa familiarizzare con i diversi brani in gara.
Ogni brano in concorso è preceduto da un breve filmato promozionale che normalmente illustra un aspetto della nazione ospitante. Le canzoni sono cantate dal vivo con la base (c'era l'orchestra fino al 1998) e possono durare un massimo di 3 minuti. Tra coristi e ballerini, non possono essere sul palco più di sei persone per ogni performance. La nazionalità degli artisti è libera: la canadese Celine Dion vinse per la Svizzera nel 1988, e la greca Vicky Leandros si affermò difendendo i colori del Lussemburgo. Dopo anni in cui ogni paese era obbligato a presentare un brano in una delle proprie lingue ufficiali, ora non ci sono vincoli: la maggior parte dei brani sono in Inglese.
Nel 1974 il complesso svedese degli Abba cominciò proprio con la vittoria all'Eurofestival di Brighton la propria carriera di successi internazionali. Al secondo posto si classificò Gigliola Cinquetti con la canzone Sì. L'Eurofestival 1974 fu trasmesso dalla Rai qualche mese più tardi, per evitare che il titolo della canzone della Cinquetti potesse influenzare gli elettori in occasione del referendum sull'abolizione del divorzio.
Il sistema elettorale sbilanciato a favore del televoto ha rischiato di fare vincere il Festival al cantante pugliese
Le classifiche parziali mostrano che il televoto pesa ben oltre il 30%
Ci confermiamo il paese che ha imparato a comportarsi al Processo del lunedì
Qualità e scortesia: l'Italia del 2007 è un paese di permalosi
Il brano di Cristicchi e quello di Fabrizio Moro sono debitori di qualcosa alla lezione di Francesco Di Gesù, primo e principale punto d'incontro tra stile hiphop e canzone d'autore
La lezione di Frankie Hi NRG, vincitore morale del Festival 2007
Tv e memoria sono un ossimoro, ma il popolare magazine televisivo ha costruito la propria autorevolezza proprio sulla precisione dei racconti.
La popolare rivista colleziona refusi e amnesie
Il brano dei Grandi Animali Marini circolerebbe su Internet. E pure quello di Johnny Dorelli. Ma il regolamento è chiaro: dopo 24 ore dalla prima prova generale, scatta la sanatoria
Nel mondo di internet e del P2P un brano inedito è come una sposa vergine.
Un partecipante su tre proviene da Roma. L'Italia delle cento città è sempre più centrocentrica
Trentaquattro partecipanti, dieci romani. L’impronta della capitale sul Festival di Sanremo
30% televoto, 20% giuria di esperti e 50% all'amata giuria demoscopica, e al suo prevedibile campione, al solo scopo di impedire sorprese.
Complesso, lacunoso, misterioso. Classifiche segrete, colpi al cerchio e alla botte
L'Italia si guarda l'ombelico, l'Europa corre veloce. E la Tv di stato perde l'ennesima occasione.
Forse sì, forse no, forse nel 2008: al Sanremo d'Europa l'Italia resta fuori
Lo specchio di un'Italia che non riesce a rinnovarsi. Con qualche foglia di fico per fare contenti i soliti criticoni. Qualcosa migliora, purtroppo troppo poco.
E poi dicono che Sanremo non ci racconta più il paese di oggi
Michelle Hunziker come Lorella Cuccarini, prestata dalla concorrenza. Ma non è la prima volta.
C’è solo la bionda al Festival 2007. Un curioso deja vu.
Un regolamento confuso, un cast attempato, uno spettacolo elefantiaco
Non tutto ci piace nel dodicesimo Festival di Mister Pippo
Abolite le categorie, nuovo prestigio alla gara dei giovani, il Festival di Baudo torna familiare
Lo stile Baudo, e il ritorno del Festival che conosciamo
Patrizio Baù ha 35 anni, è costretto a fare il giovane e a prendere le tirate d'orecchio della curia rivierasca
La montagna dell'attesa partorisce il topolino
Cosa scrivono i giornali lunedì 27
La curiosità non aiuta Pippo. Erano previste stime d'ascolto col botto. Ma nel 2000 il Sanremo di Fazio fece quasi 5 milioni in più.
I dati d’ascolto della prima serata
I primi tre giovani vanno a casa: aprono i superfavoriti Maffucci e De Gasperi
La scaletta della prima serata
Il Festival visto a Pescara dura lo spazio dell'esibizione di Mazzocchetti. Il resto passa in secondo piano
Ritorna il gruppo d'ascolto medio Adriatico
Era già tutto previsto: Baudo chiamato alla sfida di sera 2
I dati d'ascolto della seconda serata
Altri tre giovani salutano
La seconda serata del Festival vista nel Medio Adriatico
Chi condanna, chi difende il compenso (lordo?) della Hunziker.
Cosa scrivono i giornali giovedì 1
Pubblico e commentatori neutrali legittimano invece l'isterica attenzione dei funzionari televisivi al mero dato quantitativo
Se le stime d’ascolto deludono non vuol dire che un Festival sia brutto
Parte con la serata degli abbinamenti il televoto, il cui peso si è ridotto. Era l'unica giuria nel 2004, oggi conta solo il 30%
Il regolamento e i numeri del televoto
La serata degli abbinamenti si sposta al giovedì. E' la notte più dura per gli ascolti Tv.
I dati d’ascolto della terza serata
Supporti prestigiosi e variazioni sul tema
La scaletta della terza serata
Ieri sul Medio Adriatico serata di riposo, lontane le tensioni, lontane le attese di una vigilia che si preannuncia oltremodo lunga.
La lunga vigilia di Pescara e le prodezze argomentative del giurato Sergio Assisi
Torna Bonolis? Resta Baudo? E intanto le canzoni tornano a parlarci dell'Italia
Cosa scrivono i giornali venerdì 2
Grandi nomi per dare ossigeno alla finale dei giovani.
I dati d’ascolto della quarta serata
Dopo l'abolizione decretata da Tony Renis e la perdita d'interesse negli anni di Mazzi, la categoria Giovani torna a avere una serata dedicata, come già fino al 2003
La scaletta della quarta serata
Il commiato festoso e amaro del gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Chi consegnerà le chiavi della città a Piero Mazzocchetti?
Tutti dicevano Zero Assoluto, ma non è la prima volta
Un'altra clamorosa sconfitta per chi era in testa a tutti i pronostici della vigilia
Il sistema elettorale sbilanciato a favore del televoto ha rischiato di fare vincere il Festival al cantante pugliese
Le classifiche parziali mostrano che il televoto pesa ben oltre il 30%
Ci confermiamo il paese che ha imparato a comportarsi al Processo del lunedì
Qualità e scortesia: l'Italia del 2007 è un paese di permalosi
Il brano di Cristicchi e quello di Fabrizio Moro sono debitori di qualcosa alla lezione di Francesco Di Gesù, primo e principale punto d'incontro tra stile hiphop e canzone d'autore
La lezione di Frankie Hi NRG, vincitore morale del Festival 2007
Quando i numeri ci dicono che lo spettatore medio di Sanremo ha più di 50 anni e vive in Puglia nessuno si sorprenda se Al Bano è secondo e Mazzocchetti è terzo
L'Italia profonda premia sempre Al Bano
La lunga vigilia del gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Piero Mazzocchetti in attesa del biglietto d'ingresso per la Storia
Dopo la cura dimagrante di Mazzi il sabato sera torna un'orgia di canzoni.
I dati d'ascolto della serata finale
Venti canzoni per un sabato sera all'insegna dell'adrenalina .
Riuscì a passare inosservato nel 2000. Sette anni dopo, è ancora tra i giovani e parla di mafia a tempo di rap.
Si chiamavano come una ditta di borse. Han tolto la «i» ma l'effetto è inquietante ugualmente.
In questi tempi di Italo-argentini almeno buttiamola sul tango
La Celine Dion dei Balcani cerca di emanciparsi dal modello base.
Renato Zero è il suo padrino, Stefania Rotolo era la mamma della più vecchia tra i giovani. Figlia e figlioccia, ha una marcia in più
Un dialogo con genitore anche tra i giovani. Ma il signor Baroni non è uno dei Pooh.
Come Dolcenera, prendono nome da una canzone del popolare cantautore
Il titolo ci fa balzare alla mente l'amato e odiato protagonista di tante pagine della storia recente. E invece è solo un sogno, o un incubo.
Carina, semisvestita, eliminata al primo turno. Si rifarà
Una nuova generazione si affaccia alla ribalta capitolina
Ha 35 anni e insegna alle medie, e a Sanremo gli tocca stare tra i pischelli e prendere i rimbrotti del vescovo
Osa, cita, farà un'ottima figura, e potrebbe lasciare al palo padri e figli altrui. E hai visto mai che dopo la colomba e il piccione, a Sanremo non voli il cuculo.
A pensarci è surreale: Al Bano canta una preghiera scritta da Renato Zero, e si rivolge a Dio per vincere.
Terza scelta per i maligni, sconosciuto per tutti gli altri. Tenore pop di buon esito in Germania Come Fabio Grosso.
Latitanza e figliolanza ne hanno segnato l'assenza. Basta con il premio della critica, è tempo di sorridere.
Per averlo Baudo ha insistito, e lui quasi si scusa. E un cinquantenne Pino Mango torna al Festival a ricantare la stessa canzone.
L'uomo che avrà sempre meno di trent'anni, costretto in eterno a passare per giovane.
Dalle assi del teatro a quelle dell'Ariston, per il nuovo corso ispirato alla tradizione popolare e alla scomparsa Gabriella Ferri
O hai sessant'anni o sei figlio di qualcuno. Loro sono entrambe le cose. Il figlio di Pooh è favoritissimo
Amatissimi, raccomandatissimi, favoritissimi, vincitori morali del 2006, De Gasperi e Maffucci hanno mezzo Festival in tasca.
Drammatica, sofisticata, contemplativa, materna e sempre più paffutella
In assenza di Nicky Niccolai, la sua nicchia ecologica va riempita in qualche modo
I popolari cantanti catanesi non si fanno scappare l'occasione di lanciare una canzone inedita.
Nessuno se li aspetta, ma possono fare bene. Centonovantanove anni, diviso quattro.
Inedito di Rino Gaetano, 26 anni dopo. Dicono i maligni che se era rimasta in un cassetto un motivo c’era.
Nel 1969 una sedicenne livornese con un vocione venne subito chiamata "Il Pulcino"
49 anni dopo il debutto, è il più anziano cantante in concorso. Ha per autori due monumenti
E se i ventenni degli anni settanta si ritrovassero senza lavoro veramente?
In sette anni ha fatto poco. Ma se ti chiami così, sei sempre la benvenuta.
Nel mondo parallelo di Sanremo, Giorgio Faletti diventa a tutti gli effetti Bertold Brecht
Sono l'unico gruppo giovane tra i Campioni, anche se gli anni sono trenta e passa. Nel mondo parallelo del Festival c'è bisogno di una foglia di fico.
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