IL SITO INDIPENDENTE SUL FESTIVAL DI SANREMO DAL 1998
Nel mondo di internet e del P2P un brano inedito è come una sposa vergine.

Da Rosa Balistreri a Jo Squillo, da Emy Cesaroni a Simone Cristicchi, i bocciati e i graziati della giustizia sanremese a corrente alternata.
Il requisito dell'inedito fa scattare qualsiasi appassionato di Festival sull'attenti. Il brano circola! Non è inedito! Dovrebbe essere prevista la squalifica, ma i rischi e i prezzi sono tanti che il regolamento fissa un termine risibile per la sanatoria, legittimando al ricorso non il pubblico, ma le altre case discografiche. E in tempi di magra, cane non mangia cane.
Inutile dire che non sempre la storia del festival ha visto lo stesso garantismo. Il festival di Sanremo è cambiato più e più volte nel corso degli anni. Potrebbe addirittura essere il caso di slegarsi da questo lacciuolo della canzone inedita e -provocazione- dare la piena libertà agli artisti di gareggiare con una canzone già eseguita, già cantata, già udita?
Nel 1973 una complessa commissione formata da rappresentanti sindacali, da operai, studenti, intellettuali e impiegati sceglieva le canzoni per il Festival di Sanremo. Dopo le minacce di sciopero che avevano messo in forse lo svolgimento della kermesse fino alla vigilia era un bene che il regolamento e la lista dei partecipanti fossero concordati.
Furono inviate alla commissione selezionatrice decine e decine di canzoni, tra le quali Un'auto targata TO di Lucio Dalla e Vento Caldo dell'ex cantante dei Delirium, Ivano Alberto Fossati. Ogni brano minimamente alternativo finiva sotto le scuri della maggioranza della commissione, dove sindacalisti e giornalisti venivano messi sistematicamente in minoranza dall'assessore Napoleone Cavaliere e dai suoi uomini. Niente Dalla, niente Fossati. Il cast fu formato da canzoncine pop, di basso profilo, secondo quello che è il canone sanremese poi affermatosi. Con un'unica eccezione: Rosa Balistreri. Iscritta al PCI, Rosa Balistreri era cantante verace, che se in piazza non trova microfoni canta a voce nuda e si fa sentire comunque da migliaia di persone: l'importante è non perdere l'ingaggio, oltre che cantare altre ennesime storie di sfruttamento e di mafia.
World music, si chiamerebbe oggi: la canzone che mette d'accordo tutta la commissione del 1973 è Terra che non senti, incisa dalla folk singer ultracinquantenne. Si fa il suo nome addirittura tra i favoriti, quando d'improvviso arriva la squalifica: il brano sarebbe stato eseguito pochi mesi prima, il 20 ottobre 1972, all'interno della trasmissione televisiva Stasera Rosa. Rosa nega, ma finisce lo stesso fuori gara. La Balistreri nega, ma Sanremo la esclude.
Qualche giorno prima dello stesso Festival 1973, Radio Rai trasmette, si disse per errore, il brano dei Camaleonti Come sei bella. In un evidente caso di doppiopesismo, il complesso milanese viene lasciato in gara.
Nel 1957 si era svolto uno strano festival dispari. La cosa più bella (di Pinchi-Olivieri) doveva essere cantata da Carla Boni e Tonina Torrielli: è esclusa perché non inedita e le canzoni del Festival sono solo 19.
Viene dichiarato nfondato nel 1975 il reclamo verso 1975...Amore mio, di Emy Cesaroni, eseguita nel dicembre 1974 a Campione d'Italia e trasmessa, si disse, dalla Televisione svizzera.
Non è inedita nemmeno Favola triste, che Silvia Conti dovrebbe portare in gara nel 1984. Nel 1991 Monica Granai ha già fatto le foto per il noto settimanale che pubblica i testi delle canzoni, quando si scopre che il suo brano è già stato eseguito in pubblico, e viene sostituita dal gruppo vocale delle Compilation, direttamente da Domenica in.
Nel 1992 Jo Squillo deve portare al festival Me gusta il movimento, ma il brano difetta del requisito della novità. Viene ripescato Pupo, che si presenta con il suo vero nome e viene eliminato la prima sera. Va meglio a Enrico Ruggeri, che nel 1996 prende il posto di Ornella Vanoni, il cui brano Bello amore è stato cantato alla radio da un'altra cantante.
Sono parecchie le serate in discoteca dove una mano malevola trasmette cassette con canzoni di Sanremo. Notizie sparse ad arte con lo scopo di danneggiare uno o più cantanti non vengono prese in considerazione.
Negli anni duemila, un perentorio termine di 24 ore dopo la prima prova generale è inserito nel regolamento. In seguito, ogni canzone gode di una sorta di sanatoria. D'altra parte, se aveva senso parlare di inediti nel 1951, quando il supporto principale delle canzoni era lo spartito, ne ha meno nel 2000, quando il Peer to Peer mette qualunque addetto ai lavori in grado di mettere in rete canzoni sulle cui tracce digitali ha messo mano.
Non viene ammesso al Festival del 2005 Povia, con I bambini fanno oh, eseguita in pubblico al Festival di Recanati. Povia ha sfortuna, se ne accorge Dario Salvatori, ma Bonolis si impone. Nel divieto agli ospiti italiani, la canzone di Povia è presentata al festival tutti i giorni, come sigla dello spazio solidarietà per il Darfour. Nello stesso 2005 la casa discografica di Paola e Chiara mise online un sample della canzone prima del Festival. Nessuna squalifica, ma la canzone venne inopinatamente eliminata.
Andò invece avanti nel 2006 Simone Cristicchi, che un anno più tardi troviamo tra i Big. Raggiunse la serata finale e conquistò anche il premio TG Ragazzi con quella stessa Che Bella Gente che la coautrice pescarese Simona Cipollone, in arte Momo aveva inciso, tale e quale, dieci anni prima e inserita in una compilation. Il brano proposto sul palco dell'Ariston era stato inciso nel 1996 dalla Stop Musique una etichetta di Pescara, e cantata dalla viva voce della sua autrice. Quello stesso brano che fece guadagnare a Momo il secondo posto al festival "Vocidomani" vinto da Valerio Di Rocco, uno dei protagonisti di 'Amici' di Maria De Filippi è identica a quella di Cristicchi, Embè era solo un pò più veloce di Che bella gente. Nessuno riesce a dimostrare niente entro i termini e Cristicchi resta in gara. Vincerebbe a mani basse, ma cede il passo a Maffoni all'ultima curva della finale. Passi non essere squalificato, passu un'esecuzione in pubblico, ma vincere un brano inciso dieci anni prima sarebbe stato troppo per qualsiasi prescrizione.
Il sistema elettorale sbilanciato a favore del televoto ha rischiato di fare vincere il Festival al cantante pugliese
Le classifiche parziali mostrano che il televoto pesa ben oltre il 30%
Ci confermiamo il paese che ha imparato a comportarsi al Processo del lunedì
Qualità e scortesia: l'Italia del 2007 è un paese di permalosi
Il brano di Cristicchi e quello di Fabrizio Moro sono debitori di qualcosa alla lezione di Francesco Di Gesù, primo e principale punto d'incontro tra stile hiphop e canzone d'autore
La lezione di Frankie Hi NRG, vincitore morale del Festival 2007
Tv e memoria sono un ossimoro, ma il popolare magazine televisivo ha costruito la propria autorevolezza proprio sulla precisione dei racconti.
La popolare rivista colleziona refusi e amnesie
Il brano dei Grandi Animali Marini circolerebbe su Internet. E pure quello di Johnny Dorelli. Ma il regolamento è chiaro: dopo 24 ore dalla prima prova generale, scatta la sanatoria
Nel mondo di internet e del P2P un brano inedito è come una sposa vergine.
Un partecipante su tre proviene da Roma. L'Italia delle cento città è sempre più centrocentrica
Trentaquattro partecipanti, dieci romani. L’impronta della capitale sul Festival di Sanremo
30% televoto, 20% giuria di esperti e 50% all'amata giuria demoscopica, e al suo prevedibile campione, al solo scopo di impedire sorprese.
Complesso, lacunoso, misterioso. Classifiche segrete, colpi al cerchio e alla botte
L'Italia si guarda l'ombelico, l'Europa corre veloce. E la Tv di stato perde l'ennesima occasione.
Forse sì, forse no, forse nel 2008: al Sanremo d'Europa l'Italia resta fuori
Lo specchio di un'Italia che non riesce a rinnovarsi. Con qualche foglia di fico per fare contenti i soliti criticoni. Qualcosa migliora, purtroppo troppo poco.
E poi dicono che Sanremo non ci racconta più il paese di oggi
Michelle Hunziker come Lorella Cuccarini, prestata dalla concorrenza. Ma non è la prima volta.
C’è solo la bionda al Festival 2007. Un curioso deja vu.
Un regolamento confuso, un cast attempato, uno spettacolo elefantiaco
Non tutto ci piace nel dodicesimo Festival di Mister Pippo
Abolite le categorie, nuovo prestigio alla gara dei giovani, il Festival di Baudo torna familiare
Lo stile Baudo, e il ritorno del Festival che conosciamo
Patrizio Baù ha 35 anni, è costretto a fare il giovane e a prendere le tirate d'orecchio della curia rivierasca
La montagna dell'attesa partorisce il topolino
Cosa scrivono i giornali lunedì 27
La curiosità non aiuta Pippo. Erano previste stime d'ascolto col botto. Ma nel 2000 il Sanremo di Fazio fece quasi 5 milioni in più.
I dati d’ascolto della prima serata
I primi tre giovani vanno a casa: aprono i superfavoriti Maffucci e De Gasperi
La scaletta della prima serata
Il Festival visto a Pescara dura lo spazio dell'esibizione di Mazzocchetti. Il resto passa in secondo piano
Ritorna il gruppo d'ascolto medio Adriatico
Era già tutto previsto: Baudo chiamato alla sfida di sera 2
I dati d'ascolto della seconda serata
Altri tre giovani salutano
La seconda serata del Festival vista nel Medio Adriatico
Chi condanna, chi difende il compenso (lordo?) della Hunziker.
Cosa scrivono i giornali giovedì 1
Pubblico e commentatori neutrali legittimano invece l'isterica attenzione dei funzionari televisivi al mero dato quantitativo
Se le stime d’ascolto deludono non vuol dire che un Festival sia brutto
Parte con la serata degli abbinamenti il televoto, il cui peso si è ridotto. Era l'unica giuria nel 2004, oggi conta solo il 30%
Il regolamento e i numeri del televoto
La serata degli abbinamenti si sposta al giovedì. E' la notte più dura per gli ascolti Tv.
I dati d’ascolto della terza serata
Supporti prestigiosi e variazioni sul tema
La scaletta della terza serata
Ieri sul Medio Adriatico serata di riposo, lontane le tensioni, lontane le attese di una vigilia che si preannuncia oltremodo lunga.
La lunga vigilia di Pescara e le prodezze argomentative del giurato Sergio Assisi
Torna Bonolis? Resta Baudo? E intanto le canzoni tornano a parlarci dell'Italia
Cosa scrivono i giornali venerdì 2
Grandi nomi per dare ossigeno alla finale dei giovani.
I dati d’ascolto della quarta serata
Dopo l'abolizione decretata da Tony Renis e la perdita d'interesse negli anni di Mazzi, la categoria Giovani torna a avere una serata dedicata, come già fino al 2003
La scaletta della quarta serata
Il commiato festoso e amaro del gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Chi consegnerà le chiavi della città a Piero Mazzocchetti?
Tutti dicevano Zero Assoluto, ma non è la prima volta
Un'altra clamorosa sconfitta per chi era in testa a tutti i pronostici della vigilia
Il sistema elettorale sbilanciato a favore del televoto ha rischiato di fare vincere il Festival al cantante pugliese
Le classifiche parziali mostrano che il televoto pesa ben oltre il 30%
Ci confermiamo il paese che ha imparato a comportarsi al Processo del lunedì
Qualità e scortesia: l'Italia del 2007 è un paese di permalosi
Il brano di Cristicchi e quello di Fabrizio Moro sono debitori di qualcosa alla lezione di Francesco Di Gesù, primo e principale punto d'incontro tra stile hiphop e canzone d'autore
La lezione di Frankie Hi NRG, vincitore morale del Festival 2007
Quando i numeri ci dicono che lo spettatore medio di Sanremo ha più di 50 anni e vive in Puglia nessuno si sorprenda se Al Bano è secondo e Mazzocchetti è terzo
L'Italia profonda premia sempre Al Bano
La lunga vigilia del gruppo d'ascolto Medio Adriatico
Piero Mazzocchetti in attesa del biglietto d'ingresso per la Storia
Dopo la cura dimagrante di Mazzi il sabato sera torna un'orgia di canzoni.
I dati d'ascolto della serata finale
Venti canzoni per un sabato sera all'insegna dell'adrenalina .
Riuscì a passare inosservato nel 2000. Sette anni dopo, è ancora tra i giovani e parla di mafia a tempo di rap.
Si chiamavano come una ditta di borse. Han tolto la «i» ma l'effetto è inquietante ugualmente.
In questi tempi di Italo-argentini almeno buttiamola sul tango
La Celine Dion dei Balcani cerca di emanciparsi dal modello base.
Renato Zero è il suo padrino, Stefania Rotolo era la mamma della più vecchia tra i giovani. Figlia e figlioccia, ha una marcia in più
Un dialogo con genitore anche tra i giovani. Ma il signor Baroni non è uno dei Pooh.
Come Dolcenera, prendono nome da una canzone del popolare cantautore
Il titolo ci fa balzare alla mente l'amato e odiato protagonista di tante pagine della storia recente. E invece è solo un sogno, o un incubo.
Carina, semisvestita, eliminata al primo turno. Si rifarà
Una nuova generazione si affaccia alla ribalta capitolina
Ha 35 anni e insegna alle medie, e a Sanremo gli tocca stare tra i pischelli e prendere i rimbrotti del vescovo
Osa, cita, farà un'ottima figura, e potrebbe lasciare al palo padri e figli altrui. E hai visto mai che dopo la colomba e il piccione, a Sanremo non voli il cuculo.
A pensarci è surreale: Al Bano canta una preghiera scritta da Renato Zero, e si rivolge a Dio per vincere.
Terza scelta per i maligni, sconosciuto per tutti gli altri. Tenore pop di buon esito in Germania Come Fabio Grosso.
Latitanza e figliolanza ne hanno segnato l'assenza. Basta con il premio della critica, è tempo di sorridere.
Per averlo Baudo ha insistito, e lui quasi si scusa. E un cinquantenne Pino Mango torna al Festival a ricantare la stessa canzone.
L'uomo che avrà sempre meno di trent'anni, costretto in eterno a passare per giovane.
Dalle assi del teatro a quelle dell'Ariston, per il nuovo corso ispirato alla tradizione popolare e alla scomparsa Gabriella Ferri
O hai sessant'anni o sei figlio di qualcuno. Loro sono entrambe le cose. Il figlio di Pooh è favoritissimo
Amatissimi, raccomandatissimi, favoritissimi, vincitori morali del 2006, De Gasperi e Maffucci hanno mezzo Festival in tasca.
Drammatica, sofisticata, contemplativa, materna e sempre più paffutella
In assenza di Nicky Niccolai, la sua nicchia ecologica va riempita in qualche modo
I popolari cantanti catanesi non si fanno scappare l'occasione di lanciare una canzone inedita.
Nessuno se li aspetta, ma possono fare bene. Centonovantanove anni, diviso quattro.
Inedito di Rino Gaetano, 26 anni dopo. Dicono i maligni che se era rimasta in un cassetto un motivo c’era.
Nel 1969 una sedicenne livornese con un vocione venne subito chiamata "Il Pulcino"
49 anni dopo il debutto, è il più anziano cantante in concorso. Ha per autori due monumenti
E se i ventenni degli anni settanta si ritrovassero senza lavoro veramente?
In sette anni ha fatto poco. Ma se ti chiami così, sei sempre la benvenuta.
Nel mondo parallelo di Sanremo, Giorgio Faletti diventa a tutti gli effetti Bertold Brecht
Sono l'unico gruppo giovane tra i Campioni, anche se gli anni sono trenta e passa. Nel mondo parallelo del Festival c'è bisogno di una foglia di fico.
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