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Fuori Target
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Testo della canzone
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Alice
9ª classificata
Sezione Campioni
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Il Giorno dell'Indipendenza
(R.Camisasca)
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Torna dopo 20 anni: vogliamo vederla vincere
Tutto il nostro tifo per lei
Era un venerdì, il 6 Febbraio 1981. Sanremo era allora diviso come adesso in Giovani e Big, ma alla fine tuti i Big e la metà dei giovani approdavano tutti insieme alla finale. Accanto a Tom Hooker e a Sterling Saint Jacques, a Domenico Mattia e a Stefano Tosi approdò per la seconda volta a Sanremo la rinata Alice. Rinata, già, perchè l'inizio della sua carriera risaleva a ben nove anni prima, eliminata in prima serata nel Sanremo che avrebbe lanciato la diciottenne Marcella e le sue Montagne Verdi. Ma la diciottenne forlivese di nome Carla Bissi aveva lasciato il posto alla ventisettenne Alice, che aveva segnato con il suo inquieto sound Battiatesco il 1980, con Il Vento Caldo Dell'Estate.
A Sanremo portò Per Elisa, una canzone che parla di una dipendenza. L'amato trascurava Alice per questa Elisa (Una metafora? Si parlava di eroina?) e proprio ci venne a tutti da dire chi era questa Elisa o quanto scemo fosse l'interlocutore. Musicalmente, un doppio omaggio a Beethoven e alla Canzone del Sole, chitarre di Alberto Radius e tastiere di Filippo Destrieri incluse. E poi lei, con i suoi pantaloni alla zuava, il suo foulard, la sua voce. Vince da outsider, e appena vince tutti si rendono conto di con che merito aveva messo in fila cose del Calibro di Ancora di De Crescenzo o Maledetta Primavera di Loretta Goggi. "Si partecipa a una gara per un solo motivo: Vincere". Ripete lei dopo la vittoria. Poi basta Sanremo, e poco dopo basa anche con la canzonetta. Canzone d'autore, canta Battiato per alcuni anni, vince il premio Tenco come miglior interprete femminile poi cerca di spingersi sempre più in là. I suoi concerti sono poesie Jazz, ambient e recitazione. Colonne sonore esoteriche, vellutate, purtroppo spesso fredde. fuori dalle Hit Parade Per anni e anni.
Poi, nel '98, il ritorno alla pop music, Open Your Eyes con Skye dei Morcheeba, l'album Exit, poi il viaggio esoterico God is My Dj.
Ritorna quindi a Sanremo - e perchè le ragazze di 40 anni devono essere rappresentate solo dalla Ruggiero? E noi di Fuori Target per lei sogniamo un bis, ci piacerebbe che l'ineluttabilità della vittoria di Gianni Morandi con la banale Innamorato sia vanificata da un inatteso, insperato, leggerissimo successo della sua Il Giorno dell'indipendenza.
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Il Giorno dell'Indipendenza
(R.Camisasca)
Tornerai da me, tornerai da me.
L'acqua non potrà mai separarsi dalle città di mare e la brezza dal vento che accende passioni e colora catene di fiori. E noi sempre insieme eravamo silenziose avanguardie. Com'era bianca la neve che ci avvolgeva di idrogeni e d'amore.
Eri come il sole d'inverno che trafigge la nebbia sui monti, forse ingenuamente sognavo in un mondo felice senza rendermi conto che troppo amore ferisce.
Tornerai da me, tornerai da me.
Come il fuoco dal legno non puoi separare il cuore dai sentimenti, basta un solo pensiero e torna di nuovo il sereno nei giorni piovosi. Non so dove ti trovi, ma son sicura che ancora mi senti. Il viaggio nel tempo rende evanescenti le trepidazioni. Eri come il sole d'inverno sulla nostra vita felice in un mondo che ancora però ci tradisce. Non c'è vita che non attraversi delusioni e annebbiamenti, dopo tante parole ci sono anche i grandi silenzi.
Tornerai da me, tornerai da me.
Eri come il sole d'inverno che trafigge la nebbia dai monti. Forse un po' ingenuamente sognavo in un mondo felice: non c'è vita che non attraversi delusioni ed annebbiamenti, dopo tante parole ci sono anche i grandi silenzi.
Ed. Arecibo - Milano
Testo Pubblicato su Sorrisi e Canzoni TV
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Sono passati anni, ma ce la immaginiamo ancora a sognarsi sdraiata con creme su spiaggie dorate dal sole d'oriente. Sola come allora, a cantare di amori trascorsi: Alice è stata lasciata dal fidanzato, e ci pensa in maniera decisamente ottimista, salmodiando il suo tornerai da me all'indicativo futuro, quasi stesse inviando un comando telepatico.
Ci crede molto e non ci crede per niente nello stesso tempo. A volte le piace convincersi di vivere in un film americano dove il lieto fine è d'obbligo, ma d'improvviso ritorna su un piano da cinema francese intimista e per definizione privo di lieto fine, confusa in un flashback.
Metaforizza con brevi immagini gli elemento naturali e metereologici, in un testo pienamente evocativo, grazie anche alla figura retorica del paradosso usata per attrarre attenzione già nel titolo. Situazione pesante resa con Adelphiana leggerezza. Rimpianti che sono pensieri lievi, omaggi al cinema scandinavo: dopo tante parole ci sono anche i grandi silenzi...
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