Canzoni come madeleinette intrise del sapore di questa primavera
Sanremo: Il nostro musicarello
Tutte le storie della 50esima edizione
Perchè un sito su Sanremo? Perchè un altro sito su Sanremo? E soprattutto cosa ci spinge a sacrificare una settimana di fine stagione a vedere cinque giorni di marmellata televisiva sopportando finanche Luciano Pavarotti? Signore e signori, tutto questo lo facciamo a tutela e salvaguardia delle nostre memorie future.
Ebbene sì, perchè le trentaquattro canzoni del festival rimarranno per sempre intrise nella nostra memoria, a restituirci la chimica di questa prossima primavera. Deformazione? Certamente. Ma se sentire riecheggiare - cito a caso - Eterna Malattia di Bertin Osborne ci riporta per un frangente nel 1983, o se l'attacco di un mediocrissimo Riccardo Fogli ci catapulta nel febbraio 1989 perchè non dovremmo dare a ogni festival l'occasione di entrare nella colonna sonora della nostra vita?
Direte scettici: me la scelgo io la colonna sonora della mia vita, vado all'emporio e compro Bach, e decido che è Bach la soundtrack della primavera del 2000, mica Sanremo. Sì, ma non funziona così. Sanremo è vario, come la vita. Sanremo è spesso scontato, a volte imprevedibile, come la vita, Sanremo a volte ti colpisce a volte ti lascia apatico, come la vita. Sanremo ha più voci, come la vita.
Con le canzoni di un festival puoi mettere parola per parola la glossa a quello che ti sta capitando. A starci attenti ogni edizione tocca l'universale. Se le culture anglosassoni trovano l'alfa e l'omega della condizione umana nell'opera di Shakespeare, se alle superiori ci spiegano che tutti i sensi della vita sono sistemati da qualche parte in Dante, Manzoni o Omero, da qui si dice che anche nel Festival di Sanremo - non prendeteci per pazzi - si manifesta il favoloso teatrino della vita. Anche in Gigi D'Alessio, sì. Anche nella canzone più scarsa c'è qualcosa di vero e di eterno. Qualcosa di vero e di eterno a cui può capitare di affidare un presente che sarà ricordo, una zoommata su un bel momento, un fiotto di adrenalina oppure una sfumatura di tristezza. Sanremo ci mette le canzoni, la vita ce la dobbiamo mettere noi.
Poi il tempo passa, le cose cambiano, si stravolgono o si consolidano, le canzoncine passano, ma poi all'improvviso da uno zapping radiofonico esce A casa di Luca di Silvia Salemi, e ti spiaccica nel 97.
Bella cosa, le canzoncine.

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