INTERVISTA COL PIRATA
L'annoso bubbone degli mp3.
Pirata io?
Festivaldisanremo.com ha rintracciato un pirata, ovvero un soggetto che scambia musica in rete e mette a disposizione la sua. Prima che proprio nei giorni del Festival venga annunciato peoprio a Sanremo un accordo tra Governo, Provider e Associazioni i degli Industriali della Musica, come preannuncia Puntoinformatico.
"Una delle maggiori aree di intervento della criminalità organizzata". E' la pirateria musicale, secondo Gianmarco Mazzi, direttore Artistico Musicale del Festival di quest'anno. Si riferisce solo ai dischi taroccati o a quel concetto per cui una stamperia clandestina di CD taroccati a Pozzuoli è come un Gigabyte di Mp3 nell'iPod?
In occasione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, al "Teatro Ariston" (via Matteotti 107) alle ore 14 di mercoledi' 2 marzo avverra' infatti la firma del "Patto di Sanremo", protocollo d'intesa sulle "Linee guida", da parte dei ministri Stanca, Urbani (nella foto) e Gasparri e di cinquanta rappresentanti (presidenti e amministratori delegati) delle aziende e degli enti che vi aderiscono. Subito dopo, alle ore 15 nella sala stampa del Festival (ultimo piano del "Teatro Ariston"), i tre ministri terranno una conferenza stampa per illustrare i contenuti e gli obiettivi di questa iniziativa che, per la vastita' dei settori coinvolti, non ha precedenti in Europa.
Altrove, lunedì 28 febbraio 2005 - Caro il mio signor pirata? Cosa sta facendo? Sta contemporaneamente scaricando il nuovo CD dei Kasabian, quello degli Ordinary Boys, il secondo disco degli Happy Mondays e "Creep" dei Radiohead. Lei è un Ladro!
Assolutamente no, caro signore. Spendo solo diversamente i miei soldi. Crede che il computer da cui sto scaricando sia gratis? Crede che la connessione da cui sto scaricando sia gratis? Non crede che i servizi di cui sto usufruendo, le macchine che uso per completare le connessioni, i supporti che devo utilizzare mi facciano immettere nel mercato una somma di danaro di gran lunga maggiore a quella che in linea teorica sottraggo ai legittimi aventi diritto?
In più, una volta mettere in rete un brano ha un costo teorico pari a zero. Mentre una filiera manufatturiera e distributiva ha tutta una serie di costi, di operazioni di stampa, stoccaggio, magazzini e richiamo resi.
Perchè in linea teorica?
Vede, qualche giorno fa ho letto un articolo che parlava dei nuovi artisti britannici: gli Zutons, i Kasabian, gli Snow Patrol, gli Ordinary Boys. Se devo aspettare che li passino per radio, campa cavallo. Eppure dopo qualche ora erano tutti lì, sul mio PC, pronti per essere fruiti. Li ho ascoltati, ho visitato il loro sito Internet, e mi sono andato a comprare il CD deli Ordinary Boys e dei Kasabian.
E gli altri? I signori Snow Patrol avranno ben diritto a qualcosa.
I signori Snow Patrol, se per caso passeranno nella mia città, avrebbero uno spettatore in più che andrebbe a un loro concerto e si berrebbe un vodka tonic e due birre, e magari porterebbe anche un paio di amici e spargerebbe la voce. E anche loro si scaricherebbero gli Snow Patrol, e magari uno comprerebbe il disco. Gli Snow Patrol chiederebbero 4000 euro, e non 2500 come l'anno scorso, e così via.
Diciamo che il peer to peer (e questo, mi creda, lo si sa benissimo) è un'efficace quanto sorprendente forma di sampling. Non mi meraviglierei se all'interno delle community che si scambiano files in rete ci stesse tutta quanta la prima fila degli uffici marketing degli aventi diritto.
Lei sembra non tenere conto delle serie preoccupazioni dei fonografici che lamentano il peer to peer come un nuovo flagello.
Io le ho appena fatto vedere un mondo dove, grazie al peer to peer, l'indotto, e quindi giocoforza anche l'ingaggio, di una band scozzese -le faccio un altro nome, esamini il successo dei Franz Ferdinand- si moltiplica. E senza nemmeno lo sforzo di pompare promozioni nell'etere. Certo, in un mondo dove ci sono Alexia e i Radiohead e io ho 20 euro da spendere in CD, la scelta è obbligata.
E infatti Sanremo si rivolge a quella fetta di popolazione non tecnologizzata che ha la TV come unico referente del resto del mondo, e che ha decretato, negli ultimi tempi, alcuni successi commerciali di spessore all'industria manufatturiera. Esiste una maggioranza silenziosa di 50/60enni che si sono fatti la foto nel 1978 e comprano a scatola chisa i dischi di Celentano. Loro non scaricano dal Computer.
Poi, ci sono quei CD che compri a prescindere. Voi di festivaldisanremo.com non scaricherete certo le compilatin del festival.
Ci mancherebbe, le compriamo tutte per poterle conservare anche a distanza di anni! Ma ci sarà pur qualcuno che perde, in questo indotto.
Si, le canzoni one shot, i Franco I e Franco IV, le Lisa dagli occhi blu. Ma poi c'è l'indotto dei loghi e delle suonerie. C'è comunque una torta che si sta ridisegnando. Si compra per conservare, non solo per la fruizione pura e semplice. Volete mettere la bellezza di avere tra le mani un CD?
E poi, come ben sa il signor Steve Job di Ipod, e quei manufatturieri cinesi di ditte che ad esempio hanno nome Archos, ci sono centinata di euro spesi nel legittimo settore dei nuovo prodotti. Certo è che se un Ragazzino si compra un Ipod da 300 euro, poi i suoi 300 euro in circolo li ha messi? Dovrebbe tenersi i CD e il lettore portatile di CD? Cosa è giusto fare, discuterne con Steve Jobs e con quelli come lui o mandare la Finanza a casa del ragazzino?
In realtà il 2 marzo 2005 il portavoce del ministro per l'Innovazione e le tecnologie ha precisato testualmente che il «ragazzino» che scaricherà musica da internet per ascoltarla non sarà punibile penalmente. Ci sarà una sanzione pecuniaria che estinguerà il reato penale. (Bravissimi, ci ha fatto sapere il nostro anonimo pirata, ma di quanto? Se può entrare la Finanza a casa e farmi una multa di 15.000 euro perchè ho 1500 Mp3 siamo punto e a capo. )
Ma fior fior di Artisti hanno firmato un appello.
Se arriva il direttore del personale e dice che bisogna firmare l'appello se no l'azienda chiude, i dipendenti e gli azionisti della ditta firmano. Altri artisti si riferivano per esempio ai falsi, alla pirateria inteso come prodotto copiato da bancarella. Tutti hanno un filo di nostalgia per i tempi del vinile. Ma i bei tempi del vinile non torneranno più, questo è un punto di partenza.
Separare la canzone dal contenitore porta a un comprimersi degli spazi espressivi, però.
Di alcuni, non di tutti. Pensi alle copertine degli Album, poi a quelle dei CD. Associamo le immagini di un Album ad alcune canzoni e non riconosciamo quelle che escono adesso. Però c'è Internet. E la visita a un sito piò addirittura completare l'esperienza dell'ascolto. E' chiaro che non tutti seguono questo esempio.
Mi faccia un esempio.
I Matia Bazar. Nel 1981 uscirono con un disco tutto elettronico, dal titolo Berlino, Parigi, Londra, dove in copertina i 5 componenti del gruppo avevano in mano una serie di oggetti e di simboli che il Codice da Vinci ad esempio era il manuale delle giovani Marmotte. Oggi i Matia Bazar vanno a Sanremo in formazione balera, e il loro sito ora è poco più della raccolta di info, fotografie e comunicati stampa.
Ci sono dei diritti che devono essere difesi, ne convenga.
E dei fenomeni così estesi che non possono essere combattuti se non con una violazione all'Iraniana nei confronti anche solo di una minima percentuale di coloro che violano l'attuale legge, secondo il principio del colpirne uno per educarne cento che per esempio trova applicazione negli USA e in Belgio. Applicare la legge potrebbe volere dire che il signor Provider (il signor Liberoinfostrada, Tiscali, Alice e cose del genere) segnala alla Guardia di Finanza che il signor Guido Rossi, di 14 anni, scarica peer to peer il disco di Samuele Bersani. E la finanza va a casa del ragazzino, trova gli Mp3 di Samuele Bersani e gli fa qualche migliaio di euro di multa.
Ma come fa quel settore a difendersi? Ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio.
Nel 1982 compravo i 45 giri nel negozio di articoli elettrici sotto casa. Compravo le cassette vergini e registravo i pezzi alla radio. Ora non ci sono più nè i 45 giri nè il negozio di articoli elettrici sotto casa (Uno in zona c'è ancora, ma vende i CD a 23 euro e figuriamoci). E' cambiato il mondo. Si sono lette proposte per dare ossigeno al settore (come l'abbattimento dell'iva, parificato a quello sull'editoria, condizionato o meno all'abbassamento in proporzione dei prezzi). Ma il presupposto è sempre la punibilità del peer to peer, ovvero della condivisione di files. Se io abbasso l'IVA sui CD e questo costano uguale, dov'è il vantaggio per me consumatore?
Che potrà essere mantenuto vivo il baraccone promozionale che crea e mantiene in vita personaggi come Britney Spears. E come mantenere i consumatori ancorati a quei modelli di consumo, se sono superati?
Ma le Britney Spears avranno sempre nuove teenager a cui porsi a modello, come ieri c'erano le Spice Girls. Nel mio piccolo sono più disposto a pagare 20 euro un CD che 3 un logo o una suoneria. Ma io sono già un matusa.
Se diamo i presupposti che c'è un settore industriale in crisi e una situazione di illegalità diffusa, io sarei disposto a condonare tutti i miei mp3 a una cifra simbolica, come dire 70/100 euro all'anno. Una sorta di bollo sull'Hard Disk, qualsiasi cosa contenga. Di più, consegnerei la lista dei mp3 alla siae per essere sicuro che il mio bollo venga coerentemente ripartito. A me piacerebbe che Paolo Frescura potesse ricevere un euro, con tutte le volte che ho ascoltato per esempio Due Anelli in questi anni. Eppure solo per ascoltare le canzoni di Frescura, si battono i mercatini dei dischi oppure si cerca nel peer to peer. A volte si trova una ristampa da 5 a 15 euro, e la si compra, magari, ma questo dipende dal buon cuore di chi detiene gli archivi.
L'importo di questo bollo per diritti d'autore (in fondo tutti abbiamo del materiale protetto nel computer, suvvia chi è senza peccato lanci la prima pietra) potrebbe andare, trattati permetendo, a beneficio di un settore in crisi. Ha meno senso il bollo sui telefonini.
In fondo c'è un settore in crisi, io contribuisco con il mio comportamento a farlo, pago una picola tassa. Non sul supporto (se io metto le foto della gita di terza media su un CD perchè dovrei pagare i diritti a Migliacci?) ma sul contenuto. Un forfait, zac.
Mi capisca però, è logico che i fonografici difendano i loro diritti.
Ma li difendono fin troppo bene! Ma quando personcine del calibri di Ricky Anelli o André ti dicono di non comprare i loro dischi pirata, sambra non ci credano neanche loro. Dolcenera due anni fa vinse Sanremo e si dichiarò entusiasta che 300 persone avessero scaricato la sua canzone è la realtà. Perchè non erano 300 persone che rubavano il lavoro di Dolcenera, erano 300 persone interessate al lavoro di Dolcenera. Non so dove sia finito Ricky Anelli, ma penso che pagherebbero di tasca loro per avere 300 persone interessate a scaricare la loro canzoni in poche ore. Non mi stupirei se Boris (Sanremo 1999, Little Darling), vedendo un suo CD taroccato a Isola di Capo Rizzuto, si mettesse a piangere dalla commozione,
E' solo una gran rottura di scatole che sia (carta canta) minacciato a un sacco di gente l'arrivo (si fa per dire) della Finanza in casa a sbirciare nel tuo computer quando magari due anni fa uno ha tirato su un palazzo nel tuo cortile, l'ha condonato e va bene.
Se la sfiducia nelle istituzioni deve cominciare alle medie, continuiamo così.
La firma, il 2 marzo a Festival della canzone iniziato
'Patto di Sanremo', il codice di condotta per la musica online
1/03/05 -I ministri Gasparri, Stanca e Urbani sigleranno l'accordo con tutti gli addetti ai lavori. Il patto recepisce i contenuti della "linee guida per l'adozione di codici di condotta e azioni per la diffusione dei contenuti digitali nell'era di internet"
ARTICOLO FAVOREVOLE: su RAI.IT
Sanremo la Internet blindata
Si preparano giorni di fuoco per la rete italiana: nei prossimi giorni verrà annunciato ufficialmente un inedito accordo tra istituzioni, major e provider sull'uso del file sharing
28/02/05 - News - Roma - Siamo ancora ai rumors ma le voci raccolte da Punto Informatico nelle scorse ore sul destino del peer-to-peer in Italia sono ben più concrete di voci di corridoio, e parlano di un'inedita alleanza che coinvolge operatori telefonici, provider, istituzioni e industria dei contenuti, della musica, del cinema e del software.
ARTICOLO CONTRARIO: su PUNTOINFORMATICO.IT
Lettera Aperta agli Artisti
Botta e Risposta
Nell'estate del 2004 hitparadeitalia.it ripubblicò il testo della petizione degli artisti contro la pirateria, corredata di una risposta aggiunta degli autori del sito. Merita una rilettura il materiale sul diritto d'autore in rete, e già che ci siete visitate il sito, ne vale la pena.
leggilo su HITPARADEITALIA.IT