Festivaldisanremo.com
Il sito indipendente sul Festival di Sanremo
Ore 0.51. La canzone La forza mia di Marco Carta ha vinto la 59ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Al secondo posto Luca era gay di Povia, al terzo il mestiere di Non riesco a farti innamorare di Sal Da Vinci.
la diretta della serata finale su festivaldisanremo.com »
L'Italia è cruda e senza fiori
Attenti ai Gemelli diversi da Milano, con la loro preghiera disillusa possono essere la grande sorpresa del festival che si vuole contemporaneizzare.
Sanremo non fa più la fotografia all'Italia? E chi l'ha detto? Sono spariti i fiori: con il garbo che contraddistingue la sua gestione, il direttore del primo canale della televisione di stato Fabrizio Del Noce chiarisce in conferenza stampa che «Questo è il festival della canzone, non dei fiori». Del resto, la convenzione tra Comune e e RAI non prevede addobbi floreali sul palco dell'Ariston. Del Noce ha fatto cenno ai fiori solo una volta, parlando di un'ipotetica "Corona mortuaria".
Se dovessimo giudicare l'Italia dalle canzoni dei big Sanremo scopriremmo un paese impaurito, arrabbiato, frustrato, al limite dello scoramento e della disperazione. Fausto Leali e Iva Zanicchi affermano con forza la loro identità generazionale: il primo canta di un padre che si riconosce nel figlio e nel suo scooter, la seconda afferma con forza la sua femminilità, fermamente intenzionata a togliersi certe soddisfazioni alle soglie dei settanta.
Di origine quasi coeva, Al Bano e la Pravo ripropongono sè stessi con continuità, ricco di potenza accademica nel romanzare come un amore non corrisposto rimanga amore il primo, prevedibilmente algida ma meno potente vocalmente la Pravo nel celebrare con funerea eleganza l'eutanasia di un sentimento.
Povia è bravo, soprattutto a fare parlare di sè. La storia che racconta non parla di redenzione, non condanna l'omosessualità tout court, raccontando piuttosto di confusa bisessualità. Non "Luca era gay ma adesso sta con lei" ma "Luca è bisessuale e adesso sta con lei". Il problema è della rima. Detto di lui che padroneggia con buona maestria i fondamentali del racconto e dell'orecchiabilità, ci si chiede con Dario Baldan Bembo Ma che bisogno c'era. Dopo Federico Salvatore nel '96, viene da chiedersi perchè l'omosessualità al Festival debba per forza discendere da una mamma troppo invadente, come nei migliori luoghi comuni.
Sal Da Vinci aveva vinto il Festival Italiano di Canale 5 nel 1994. Non faceva curriculum sanremese, anzi: chi partecipava al Festival Italiano di Canale 5 rinunciava automaticamente a potere partecipare a Sanremo. Ci rimise la seconda presenza rivierasca Silvia Cecchetti, che aveva il diritto di ritornare. Sal Da Vinci, che a distanza di anni resta ignoto al grande pubblico al di fuori della regione Campania può ripetere l'exploit dello sconosciuto Piero Mazzocchetti?
La tradizione delle Marcelle e delle Miette trova nella salentina Dolcenera una volonterosa epigone, il cagliaritano Marco Carta esibisce la sua sicurezza e la sua storia da moderno romanzo d'appendice con molto malcelata umiltà (anche se tutti gli Amici degli amici hanno trovato a Sanremo una platea ostile). Il suo accento tradisce le sue origini anche nelle virgole: in confronto, i Tazenda sembrano degli stornellisti fiorentini. Racconta Bonolis che ha coronato il suo sogno, con fare quasi paternalistico. Senza emanciparsi dalla retorica dello sconosciuto uscito dal talent show rischia di tornare nel salone da parrucchiere della zia, però.
Il tema della solitudine dell'artista serve a Francesco Renga per donare un saggio di belcanto quasi circense, Tricarico non conferma quanto di buono aveva fatto con Vita Tranquilla, ma il suo pene, pene, non ho, non ha, cane canissimo è destinato a farsi ricordare. Nè Alexia nè Mario Lavezzi sono mai sembrati calarsi nell'interpretazione e nella recitazione delle loro canzoni: neanche questa volta si sono smentiti.
Citazioni colte per i coniugi di Battista, che mettono tra virgolette il verso "La voglia, l'incoscenza e la pazzia" e la Mina di Un colpo al cuore: citazioni ugualmente dotte per il trio meraviglia di Pupo, Paolo Belli e Yousson'Dour che si muove tra Che sarà e Ogni volta / Raggio di Sole / Can't Take My Eyes Off You.
Gli Afterhours hanno osato, acidi come sono ultimamente, leggeri come raramente si sono dimostrati. Difficili per il pubblico che vota assegnando voti dall'uno al dieci. Una storia cruda, una finestra sull'inutilità dei gesti. Nessuno fa qualcosa che serva ed è per questo che il paese è una merda, inseguendo una cazzata e piangendo in tangenziale come in una pellicola francese di quelle che in Italia non si girano più. L'Italia chge divide la ricchezza più assurda dalla solita merda ha rotto i coglioni a Marco Masini, ricco di populismo, antipolitica ("comandano loro") e nostalgia della stagione di Moro e Berlinguer.
Se il paese è spaesato, disperato, ha necessità di punti di riferimento. Chi è che elenca con parole intergenerazionali tutte le miserie della cronaca quotidiana? Chi è che passa dal volontariato ai senzatetto, chi elenca luoghi comuni sciorinando disillusioni e drammi dalle vergini vendute come carne da macello al cuore fatto a pezzi da una stronza e vaffanculo, per finire ai bambini nel cassonetto differenziato per il frutto del peccato? Chi interpreta il ruolo con convinzione televisiva, rivolgendosi finanche a Dio, come fece per prima Nilla Pizzi nel 1952? Chi piace alle ragazzine e ai ragazzini, armati di telefonino televotante nonostante il suffragio telefonico sia vietato ai minori di 19 anni? Ma I Gemelli diversi. Considerando che la loro promozione è curata da Parole e Dintorni di Riccardo Vitanza (fortissimi) e che incidano per i tipi della Sony BMG (una vera e propria corazzata) non ci stupiremmo che, nel Sanremo che si vuole contemporaneizzare, fossero proprio loro ad alzare la statuetta.
Avvertenze e modalità' d'uso
Festivaldisanremo.com NON è il sito ufficiale del Festival di Sanremo. Se volete visitare il sito ufficiale, cliccate qui.
» La serata finale in tempo reale
» Il paese reale è questo, bellezze - i commenti di Festivaldisanremo.com
» L'ora dello sciampista - Largo a Marco Carta?
» La quarta serata in tempo reale
» L'oggetto misterioso - Sal Da Vinci resta in gara: la rivincita di Napoli
» Il paese reale è questo - La terza serata vista dal Gruppo d'Ascolto Medio Adriatico
» Periodo ipotetico - Chi avremmo portato a Sanremo: i Canadians e Summer teenage girl
» La terza serata in tempo reale
» Salviamo gli Afterhours! - Playout per sei, restano in quattro.
» Adeguarsi - La seconda serata vista dal Gruppo d'Ascolto Medio Adriatico
» La seconda serata in tempo reale
» L'Italia è cruda e senza fiori
» Tutto, e il contrario di tutto - La prima serata vista dal Gruppo d'Ascolto Medio Adriatico
» Periodo ipotetico
Chi avremmo portato a Sanremo: i CARPACHO e Regole per un cervello difettoso
» La prima serata in tempo reale
» Le ciambelle e il buco - Festivaldisanremo.com in onda in forma ridotta
» Periodo ipotetico - Chi avremmo portato a Sanremo: Il genio e Pop porno
«Se Sanremo non ci sarebbe, lo rimpiangereste»
(Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno)