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Ore 0.51. La canzone La forza mia di Marco Carta ha vinto la 59ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Al secondo posto Luca era gay di Povia, al terzo il mestiere di Non riesco a farti innamorare di Sal Da Vinci.
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Il paese è reale. Ed è quello che ha vinto ieri sera.
Effettivamente ieri il gruppo d'ascolto del medio adriatico aveva un po' esagerato con le pretese.
Non avevamo tenuto in considerazione un paio di particolari, tutt'altro che trascurabili.
1. Al Bano: alla fine dell'esibizione ieri ha sfoderato un ghigno che sembrava volesse dire "mica penserete di mandarmi a casa così?". Sembrava quasi svogliato durante l'esibizione, una squadra di categoria superiore costretta a giocare un inutile torneo dove non c'è niente in palio e quel poco che c'è lo si vince lo stesso anche impegnandosi poco. Un Al Bano al minimo sindacale.
2. Gigi D'Alessio: avevamo preteso gli Afterhours in finale ma non avevamo pensato che Gigi aveva già una camera prenotata a Sanremo. Per fare vacanza? Nooooo... Figurati se tra tanti posti uno va a fare una vacanza proprio a Sanremo...
Avanti quindi il grandissimo, l'immenso Sal Da Vinci e la sua stupenda, indimenticabile canzone. Sappiamo che gli Afterhours non sono stati sacrificati invano. Questo ci consola. Sono stati sacrificati per fare spazio a colui che esporterà la musica italiana nel mondo, il nuovo Mimmo Modugno, un cantante che ha scritto centinaia di canzoni una più bella dell'altra, uno arrivato al successo troppo tardi. Ma si sa, quello dell'industria discografica è un mondo bastardo.
Basta andare a cercare in rete tra le note biografiche - o forse sarebbe più giusto dire agiografiche - per capire di chi stiamo parlando. Un artista a 360 gradi, che si muove tra la musica, il cinema, il teatro - la sceneggiata è il suo amore giovanile. Uno che ha una produzione musicale ricca di titoli importanti - Accuminciamm a' respirà, Nnammuratè - e che ha già vinto il Festival Italiano della musica. Uno che ha cantato per 500.000 persone a Loreto davanti al Papa. E poi ha anche un suo fascino, che non guasta mai.
Basta con sti soliti 4 capelloni impresentabili, di certo anche comunisti e drogati (che a pensare male non si sbaglia mai).
Il paese è reale. Ed è quello che ha vinto ieri sera. Dove siamo sempre in procinto di cambiare. Adesso eh... tra poco... aspetta altri cinque minuti che cambiamo eh... pazienza per favore... mica si cambia così da un momento all'altro... caspita, si è già fatta sera... vabbè dai domani ci pensiamo al cambiamento... che stasera c'ho da fare... è stata una giornata dura... mi è anche venuta fame... non c'è qualche partita in tv stasera?... no?...
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la mia generazione ha un trucco buono
critica tutti per non criticar nessuno
e fa rivoluzioni che non fanno male
così che poi non cambi mai»
(Baby Fiducia, Afterhours, 1999)
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«Se Sanremo non ci sarebbe, lo rimpiangereste»
(Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno)