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Ore 0.51. La canzone La forza mia di Marco Carta ha vinto la 59ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Al secondo posto Luca era gay di Povia, al terzo il mestiere di Non riesco a farti innamorare di Sal Da Vinci.
la diretta della serata finale su festivaldisanremo.com »


Nel 2000 vinceva la Piccola Orchestra Avion Travel. Oggi Carta, Povia e Sal Da Vinci
Il paese reale è questo, bellezze
La RAI consegna il suo trofeo principale al rappresentante della concorrenza

Il Festival di Sanremo scatta inesorabile un'altra istantanea all'Italia. Il televoto ci restituisce l'incoronazione per acclamazione con il 57.62% dei voti di Marco Carta, il teen idol della televisione commerciale, lo sciampista di Pirri. Povia sorprende e arriva sul podio con il 25.27% grazie alle furbe polemiche create non senza arte. Sal Da Vinci, l'oggetto misterioso del Festival 2009, è terzo con il 17.11%. Il paese reale è questo. Idoletti televisivi, furbetti veteroretorici e meritevoli uomini di mestiere che a 40 anni arrivano all'onore delle cronache solo perchè si accorge di loro Gigi D'Alessio.

I giovani Amici | La vecchia volpe Povia | Sanremo senza rete | Sanremo senza Sanremo | Afterhours: operazione Il paese è reale | La formula delle proposte | Verso il 2010

Il resto della graduatoria dei dieci finalisti, come delle nove proposte non vincenti, è destinato a restare segreto. Le case discografiche lo vedono come depauperante e nocumentale, ci spiegano dirigenti Rai dagli occhiali bruniti. Sono tutti quarti a pari merito, raccontano, anche se nei corridoi si dice che immediatamente dietro ai primi tre sarebbero arrivati il trio di Pupo, Al Bano e Patty Pravo. Dall'Ufficio Stampa Rai e da Rai Trade quest'anno non trapela nessun dato. Qui a festivaldisanremo.com non possiamo fare a meno di registrare come, nella storia del Festival di Sanremo, le edizioni del concorso che tenevano le classifiche segrete sono state anche quelle più chiacchierate e che più dubbi hanno lasciato negli storici.

Paolo Bonolis sembra considerare i dati tecnici del concorso come un dato secondario, ed è perentorio: «A me della gara non me ne frega niente: la vittoria doveva essere complessiva». Marinella Venegoni della Stampa parla di «un soufflè che si è afflosciato negli ultimi cinque minuti». Bonolis prende appunti: certo che se una canzone amata dagli spettatori più affezionati alla qualità fosse arrivata in fondo sarebbe stato meglio.

Non è un paese per vecchi

Non è un paese per vecchi: si è abbassata l'età degli spettatori, e ad essere arrivati sul podio sono stati i 3 più giovani interpreti della finale. C'è da scommettere ce la tendenza rimarrà. Per Maria De Filippi il Festival diventerà un naturale complemento ad Amici. Forse non voleva dire questo, o forse sì, e non è riuscita a contenersi. È più cauto Bonolis, che racconta che sia normale che Sanremo si affidi alle voci nuove emerse dai talent show: "Non hanno fatto qualcosa di sgradevole: hanno cantato. Non è una promanazione di Amici o di X-Factor. Il Festival c'è da tantissimo tempo, e che attinga alla contemporaneità mi sembra il minimo sindacale".

Gli amici degli amici

La copertina di Sorrisi e Canzoni

Per Mazzi, il dato deriva dall'avere notato che dai talent show sono usciti personaggi vincenti anche in termini di mercato. "Noi abbiamo spinto molto perché Carta si esibisse con i Tazenda. Probabilmente questa cosa l'ha anche aiutato". Grazie alle defezioni di Giusy Ferreri e dei Sonohra, Carta si è trovato a essere l'unico reduce dai concorsi per voci nuove a partecipare in gara. Per la prima volta un protagonista della serte televisiva Amici esce con successo dalla ribalta del programma. In genere i ragazzi di Maria De Filippi a Sanremo erano stati sempre asfaltati dalle giurie. Quest'anno è addirittura cambiato il regolamento in corsa: all'inizio era previsto che fosse un sistema misto giurie/televoto a selezionare i primi tre. Certo, che se in gara c'è un concorrente di due metri e poi si decide di giocare a pallacanestro, è abbastanza conseguenziale consegnargli la vittoria.

Qualcosa deve cambiare. Intanto, la signora De Filippi ringrazia per l'autorevolezza consegnata alla sua creatura Amici, che altrimenti rischiava di implodere, restando limitato a un universo autoreferenziale. Sorrisi e Canzoni non può che dedicare a Carta, De Filippi e Bonolis una copertina che sancisce la nuova alleanza tra le principali aziende televisive italiane.

Povia, il nuovo Celentano?

Povia e Marco Carta

Nelle more del Festival, abbiamo accuratamente evitato di parlarne, anche in privato. In un'intervista a Radio 24, Povia ha dichiarato: "non pensavo che l'omossessualità fosse una malattia: ho scoperto che è una religione". Per essere precisi, l'orientamento sessuale è un dato identitario. Quando la tua identità viene negata è abbastanza conseguenziale che si reagisca con rabbia. Povia è stato furbissimo, malizioso, crudele e finanche cattivo, quando ha mostrato lo sposo e la sposa baciarsi sul palcoscenico, come a dire. Si è comportato da rockstar, proponendosi come il nuovo Celentano, portatore del verbo e foriero di polemiche.

Perennemente strafottente, è fuggito dalla conferenza stampa dei vincitori adducendo motivi personali gravissimi (una sosta necessaria e impellente, si diceva), ma 15 minuti dopo era all'hotel Royal a fare le foto per TV Sorrisi e Canzoni. In perfetto stile Celentano sono stati i suoi cartelli mostrati alla fine della canzone di risposta a Benigni (Serenità è meglio di felicità) e a tutti (Ognuno difende la sua verità). L'operazione Luca era gay è stata concepita nei minimi particolari: il testo negato, la videografica più curata del resto dei concorrenti. Una vera e propria lenza, alla quale hanno immediatamente abboccato, per riflesso comprensibile, i portavoce dei movimenti e dell'associazionismo omosessuale, e per riflesso meno comprensibile tutti quei giornalisti e commentatori che hanno riportato per mesi un testo di cui conoscevano solo tre parole. Polemica cercata, voluta dallo stesso Povia, con la consapevolezza di avere poi l'ultima parola, con una canzone che inizia con "Premesso" e termina con "nessuna malattia, nessuna guarigione". La canzone di Povia è musicalmente orecchiabile, ben costruita, ben eseguita. Si presta a di ventare tormentone e luogo comune, ma stride.

Stride quando cita Freud a sproposito, stride quando propone l'ennesima storia di omosessuali con infanzia infelice, padre assente e madre possessiva. L'esperienza della redazione di Festivaldisanremo.com non conosce casi umani come quello raccontato nella canzone di Povia. Conosciamo felici persone straight di famiglia che hanno avuto esperienze gay, conosciamo felicissimi gay e lesbiche che, giovanissimi e timidi, hanno negato anche a sé stessi per alcuni anni la loro identità sessuale, tentando forzate relazioni con persone dell'altro sesso. I Luca che conosciamo noi hanno finto un'identità eterosessuale e poi, come il Luca di Povia, a una festa, hanno incontrato una persona del loro stesso sesso che ha cambiato loro la vita. Povia non ci è piaciuto (anche se il ritornello è pericolosissimo, si conficca in testa e non va più via), ma ha costruito un'operazione di sicuro impatto. Sarà un po' più difficile parlare di certi argomenti, rivendicare certi diritti, fare passare certi messaggi dopo il successo della canzone di Povia. L'Italia manda Luca era gay sul podio Sanremese, e il giorno dopo il mondo ritorna nel 2009 con l'Oscar per la migliore sceneggiatura non originale alla pellicola Milk.

Sanremo senza rete

Ania, vincitrice del concorso collaterale Sanremofestival.59

«Da Sanremo Web credo non si possa prescindere, è un veicolo che ha avvicinato tanti giovani al Festival», ha detto Bonolis. Secondo noi di Festival di Sanremo.com l'esperienza va considerata come completamente fallimentare, progettata in un mondo lontano anni luce dai reali utilizzatori di Internet. La Rai, un giorno dopo il Festival, lascia online solo clip di 1 minuto di qualsiasi canzone su un portale costruito per l'occasione con tecnologie (Microsoft Silverlight) usate da una minoranza di utilizzatori. La Rai ha la Tv ad alta definizione e su Internet mette filmati a qualità bassissima: Youtube offre un servizio anni luce più avanzato, ma i video di Sanremo su Youtube non ci sono. I giovani utilizzano Facebook e Myspace, e la Rai ha costruito un portale a parte, pieno di pubblicità invasiva in controtendenza rispetto al resto della rete, non interattivo, per nulla 2.0, chiuso a qualsiasi user generated content.

Si è motivata la scelta del televoto dicendo che il voto su internet non è sicuro. In Spagna, per selezionare la canzone che rappresenta il paese all'Eurofestival, si usa il Myspace. In Italia, la Rai ha fatto la figura di chi vuole una pizza e costruisce un'intera pizzeria, progettando ex novo il forno. Tutto ha senz'altro una ragione, ma a prima vista appare un gigantesco spreco di risorse. Per rivedermi la performance degli Afterhours in HD, devo averla videoregistrata, mentre per condividerla, ad esempio, con gli amici di Facebook, così da promozionare la canzone degli Afterhours stessi. Se no, un minuto e basta, che nel caso di Il paese è reale è solo l'introduzione. Ah, la gara su internet l'ha vinta Ania (foto) con la canzone Buongiorno gente: già dal pomeriggio si diceva che avesse un vantaggio incolmabile, in termini di televoto. Quasi quasi era meglio il totip, almeno si vinceva il cavallo. Agli altri finalisti era stato promesso il palco dell'Ariston e sul palco dell'Ariston sono finiti. A fare il pubblico plaudente, al posto dei fiori.

Sanremo senza Sanremo

Già, nessun fiore sul palco la prima sera, e una rapida pezza floreale sistemata a bordo della scala. Nemmeno una palma, un'inquadratura, un panorama turistico della città, un accenno alle specialità dolciarie (i baci di Sanremo, mandorle e cioccolata e da forno (la focaccia. la Sardenaira, lo stoccafisso a brabdacujun, i gianchetti. Nemmeno un'inquadratura del casino, nemmeno un panorama con l'elicottero. Nulla di nulla. Poteva essere a Roma, il Festival. E dire che, fuori da Sanremo, il Festival chiude: Sanremo è Sanremo perchè è a Sanremo.

Operazione Il paese è reale

Sal Da Vinci e Manuel Agnelli

Nella prima esecuzione diIl paese è reale Manuel Agnelli (nella foto con Sal Da Vinci) degli Afterhours sembrava un personaggio di Antonio Albanese. Ma il rappresentante di festivaldisanremo.com (sotto mentite spoglie) li ha votati lo stesso. Ecco la copertina del cd “Il paese è reale” (sottotitolo: "19 artisti per un paese migliore?"), la raccolta voluta dagli Afterhours per sostenere e lanciare le realtà indipendenti del sottosuolo italiano.

L’album nasce dalla partecipazione del complesso milanese al Festival di Sanremo: eliminati dalle giurie demopscopiche, non ripescati e vincitori del Premio della Critica "Mia Martini", attribuito loro dai rappresentanti delle testate presenti nella Sala Stampa dell'Ariston. L’intento è quello di dare visibilità alla musica italiana migliore, quella che non passa per i canali tradizionali.

Il paese è reale - 19 artisti per un'Italia migliore

Il cd è venduto al prezzo di Euro 9,90 grazie a un accordo con la Fnac italiana. Lo si può acquistare infatti soltanto nei negozi della catena (da mercoledì 25 febbraio) o online sul sito della stessa (da subito). Le spese di spedizione non si pagano: questa è la tracklist.

01 Afterhours - Il paese è reale
02 Paolo Benvegnù - Io e il mio amore
03 Marco Parente - Da un momento all’altro
04 Dente - Beato me
05 Cesare Basile - Le canzoni dei cani
06 A Toys Orchestra feat. Luca D’Alberto - What you said
07 Reverendo - California
08 Calibro 35 - L’uomo dagli occhi di ghiaccio
09 Il teatro degli orrori - Refusenik
10 Roberto Angelini - Tempo e pace
11 Beatrice Antolini - Venetian hautboy
12 Zu - Maledetto sedicesimo
13 Zen Circus - Gente di merda
14 Marco Iacampo - Che bella carovana
15 Mariposa - Le cose come stanno
16 Settlefish - Catastrophy liars
17 Disco Drive - The giant
18 Marta sui tubi - Mercoledi
19 Amerigo Verardi + Marco Ancona - Mano nella mano

La formula delle proposte

Arisa ha vinto nelle Proposte 2009

La formula scelta per la sezione Proposte 2009 è stata forse la novità migliore del Festival 2009. Il pregio di Bonolis e Mazzi è quello di sapere rinnovare, destrutturare, smontare i riti festivalieri. Ci piacerebbe sapere chi è arrivata seconda, chi terzo, chi ultimo, ma non si può: dicono i discografici che arrivare nelle posizioni di rincalzo svilisce l'immagine del cantante. In tempi di crisi, ci si attacca a tutto, come la Zanicchi a Benigni, che delle due le ha fatto addirittura un favore. Nel 2003 la Zanicchi è arrivata ultima con Fossi un tango. Ve la ricordate? No, appunto.

In ogni caso, tutto è bene quel che finisce bene. Nella personale classifica del nostro gusto, seconda è la bella e brava Simona Molinari, terza Malika Ayane, poi Karima e Iskra. Incolore la prestazione di Pino Daniele, che non ha regalato a Silvia Aprile la nuova quello che le donne non dicono. Bellissima e bravissima Chiara Canzian, ma la sua canzone era un fondo di magazzino, nonostante Giuliano Sangiorgi detto Pellecalamaio. Sei di stima a Irene, un sorriso all'imitatore Filippo Perbellini e al "rock sui tacchi" di Barbara Gilbo (quella dell'ultraverso ...Un pulcinella con la sottana)

Verso il 2010

Tante cose possono cambiare, tante cose cambieranno. A prescindere dai nomi dei conduttori, occorre trovare un sistema che salvi la capra del televoto (che tanti bei soldini porta a Raitrade, Madamna Dorè) e i cavoli della credibilità del concorso. E allora quale idea migliore che una gara tra regioni? Il format c'è già, lo organizza la televisione tedesca e si chiama Bundesvision Song Contest. Ogni sede della Rai regionale invita un cantante o una canzone. Si fanno 20 classifiche diverse (con il televoto, si. con il televoto) e ogni regione assegna 12 punti al primo classificato, 10 punti al secondo, 8 al terzo, fino a dare 1 punto al decimo e zero agli altri. Nessuna regione può votare per se stessa. La regione che vince potrebbe vincere degli spot gratuiti al Festival di Sanremo 2009. Non è necessario che le regioni scelgano un corregionale: fosse per me, l'Umbria potrebbe scritturare un complesso svedese di origini bosniache. In fondo, sono i gol di Ibrahimovic a spingere l'Inter in testa alla classifica, e Zlatan non è della Bovisa. La direzione artistica del festival potrebbe scegliere con le commissioni regionali le canzoni. Per la gara delle proposte, non cambierei nulla. E' ovviamente un'idea. E poi, il campione va all'eurofestival. E se vince, l'Eurofestival lo si ospita nel capoluogo o nel luogo deputato della regione che ha vinto. Il festival di Sanremo no, non si può spostare. Sanremo è Sanremo perchè è a Sanremo. Se no avrebbe chiuso prima di Canzonissima.

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«Se Sanremo non ci sarebbe, lo rimpiangereste»

(Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno)