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A cinismo si culmina
di Mister Bitter
Lunedì 26
L'imperatore Peppino


Martedì 27
La dark lady Paola


Mercoledì 28
Le parole di Eminem


Giovledì1
Comandante Pino Straker



Promossi e bocciati Le pagelle ai campioni
Le pagelle ai giovani
Le pagelle agli altri


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Avevamo promesso di non farlo, ma non possiamo non cadere nel giudicare la cornice del festival.
Spariamo anche noi con gusto sulla croce rossa

Le pagelle degli altri
Gino Paoli - Presidente giuria di qualità
Dice quello che qui a Festivaldisanremo.com scriviamo da tempo: che il meccanismo della giuria di qualità cosi com'è la rende inutile, la neutralizza, la usa per fare bello il festival senza fare danni. [leggi la pagina sull'argomento e il regolamento del festival]. Ma lo scopre troppo tardi, quando i giochi sono fatti e non c'è più tempo per mettersi d'accordo.
Voto: 10 e lode per l'intenzione, 4 al tempismo. Media: 7+.
Sergio Japino - regista
E' dai tempi di Drive In che Sergio Japino da Ventotene è dileggiato d'abitudine in quanto somigliante a un cane pitbull. L'anno scorso il regista lo faceva Paolo Beldì di Quelli che il calcio, con il video a 16:9, l'attenzione ai dettagli nascosti, ma anche un ottima attenzione ai cantanti in gara. Il gioco di luce su "sentimento" contribuì non poco all'affermazione della piccola orchestra Avion Travel. Quest'anno Japino inquadra Elisa di schiena, toglie coralità ai gruppi (non puoi fare esibire i Quintorigo e inquadrare solo il cantante), si concede imbarazzanti inquadrature della Raffa che balla ovunque. Dà il meglio di se solo con Carlotta, mostrandoci involontariamente uno stile degno di Canzonissima o Senza Rete. Bocciato, senza appello.
Voto 0. Contattare di nuovo Beldì, o gli ottimi e anonimi professionisti di MTV.
I tecnici del suono
Si sa che c'è un'orchestra di 60 elementi, si sa che ci sono 32 canzoni con relativi 32 arrangiamenti diversi, più gli ospiti eccetera. Ma che non si senta cantare Andy, la seconda voce dei Bluvertigo, o che i rappers di Eminem siano equalizzati come i coristi di Giorgia è cosa grave.
Voto: 5+, perchè a Japino danno un miliardo e a loro uno stipendio normale.
Megan Gale - Bonazza Australiana
Dopo la cura Baudo degli anni 90, un festival senza bonazza è come un campionato di calcio senza le figurine Panini. Il festival 2001, un po' per non rubare la scena a Raffa e un molto per accontentare lo sponsor, va a pescare questa signorina che non sa presentare, non sa cantare, non sa ballare e si accontenta di sfilare e di s-ciabattare qualche battuta alla Raffa e a rifiutare la corte di Ceccherini. Ma di Megan si è già detto tutto, e ci sembra abbastanza inutile. Non esprime gioco, gigioneggiando a centrocampo.
Voto: Non giudicabile, ci sembra troppo anche bocciarla.
Enrico Papi - Guastatore
Dona il meglio di sè nel dopofestival, nel collegamento con gli Italiani all'estero. Dietro le quinte è bloccato, e non c'era bisogno di inseguire Eminem con risultati imbarazzanti. Poteva tranquillamente calcare il palco, invece è relegato al rincalzo. Completamente fuori ruolo e sopra le righe, ci regala comunque qualche interessante giocata di quelle di una volta.
Voto: 6, ha fantasia ma gli schemi del mister lo imbrigliano
Massimo Ceccherini - Guastatore Toscano
Imbarazzante. Ma non per lui, che ha una sua dignità e una sua presenza scenica efficace. Ma l'hanno imbrigliato, consunto in una volgarità da Bar Sport limitata. L'accoppiata Carrà-comico che dice le parolacce si è già vista, ma non basta essere toscano per diventare Benigni. E' un peccato che non gli facciano presentare anche i pezzi.
Voto: 6--. Non è detto che tutti gli elettricisti di Bologna siano Marconi
Gli Italiani all'estero
Puntuali come le tasse, non potevano mancare gli Italiani d'oltreoceano nei programmi della Carrà. I volti di Carmelina di Buenos Aires e del cofano di Toronto rimarranno per sempre nei nostri cuori. E ci attendono ancora i collegamenti da New York e Johannesburg....Premiano Zarrillo e promuovono Paolo Meneguzzi tra i big, ma nessuno spiega loro che la loro classifica non conta nulla. Che alle prossime elezioni abbiano il diritto di voto divente una prospettiva agghiacciante.
Voto: 6, fanno tenerezza.
Le case discografiche
Il battage televisivo è uno specchietto delle allodole per noi poveri pirla che stiamo a casa. Sanremo è come la pallanuoto, grande spettacolo fuori dall'acqua e calcioni e mani nelle palle sotto. Hanno combattuto contro i "ribaltoni" della giuria di qualità, contro i duetti della Carrà, si lamentano che i dischi di Sanremo non vendono. I giovani suonano nelle cantine, e loro per 10 anni ci hanno proposto Ligheia, I Jalisse, Rossella Marcone, Antonella Arancio, Liliana Tamberi, Francesca Chiara e Laura Falcinelli, Boris, Claudio Fiori e Fabrizio Moro. Ma se il disco di Riky Anelli costa 38.000 lire, se la cercano. In più, i tredicenni di vent'anni fa potevano abboccare ad Al Bano e Romina, quelli di oggi hanno MTV e sentono Punk-Rock.
Voto: 0. E non c'è bisogno di spiegazioni.
RAI UNO
Il direttore artistico Mario Maffucci e il direttore di rete Berretta hanno deciso di rivolgersi agli ultrasessantenni, il pubblico di Carramba, il pubblico del pomeriggio. Non capendo che, fisiologicamente, sono una razza in via d'estinzione. E poi si lamentano dell'audience, salvo poi fare presentare il festival da Raffaella Carrà e affidando il verdetto finale a una giuria composta è pre il 33.8 da ultrasessantenni presi della strada, che ci regalerà probabilmente un verdetto nuovamente scontato. Maffucci nei primi due anni da solo ha fatto più danni di Gianni Ravera (chiedere ai Jalisse e alla Minetti, per la quale fu addirittura modificato il regolamento).
Voto: 3+, o riposizionarsi o chiudere bottega.
Giovenale Bottini e Antonio Bissolotti - Giunta comunale di Sanremo
Affidare il festival a un otorinolaringoiatra con il parrucchino e a un politico di provincia che sembra solitamente vestito in un grande magazzino tedesco fa rabbrividire. Bissolotti ha avuto l'idea lodevole della passerella, ma il suo mestiere è la polemica. Bottini è un sessantenne con il gusto della sua epoca e il vezzo di ribadire di tenere per le palle la RAI fino al 2003. Vuole spostare il festival dall'Ariston e costruire un Palafestival, dimenticandosi dell'esilio dorato del 1990 nel Mercato dei Fiori di Arma di Taggia.
Voto: 4+, il + è per la passerella. E poi, assessore al Turismo di Sanremo fu un certo Napoleone Cavaliere, colpevole unico del festival 1975, e peggio non si può fare.
Piero Chiambretti - portavoce della giuria di qualità
Torna a giocare defilato, punge di nuovo con stile e impertinenza. Riesce a essere l'unico siparietto comico capace di fare sorridere. Poi si diverte col telecomando. Dietro D'Alessio e Turuturu sul podio non ci può essere che lui.
Voto: 6+. Si risolleva dal festival dei Jalisse e dal dopofestival della Minetti.
Il pubblico dell'Ariston
Divi TV, calciatori, papponi (variante over 40 del coatto). Capiamo che spendere qualche milione per venire al festival faccia sentire in diritto di fare casino, ma sono dieci anni che sono sempre più maleducati. Togliete le poltrone e fate entrare i ragazzini a 50.000 sacchi l'uno. Vedrete che si rinnoverà anche il cast, come per magia.
Voto: 0. O si applaude o si sta zitti, è una regola elementare.
Fiorello - one man band
Si fa negare, si concede. La sua personale campagna elettorale per il festival del 2002 comincia sul palco dell'Ariston nel migliore dei modi. Lievemente sopra le righe, ma è un uomo che può mettere d'accordo diversi pubblici e sdrammatizzare il rituale ingessato di Sanremo. E' stato teenager a 34 anni, a 40 ha l' equilibrio e maturità adatti, ed è meno pecoreccio dell'altro candidato Paolo Bonolis.
Voto: 7. La prima candidatura presentata in diretta. Male non potrà fare.
Raffaella Carrà - Raffaella Carrà
Dulcis in fundo, l'ultima maschera della commedia all'Italiana. Icona gay e santa rassicurante al tempo stesso. Si fa portare il Regista di Carramba!, la scenografia di Carràmba!, gli italiani all'estero di Carràmba!, tratta Eminem come un caso umano, come avrebbe fatto a Carràmba! Il colore dei suoi capelli a Sanremo non si vedeva dai tempi di Tiziana Rivale. Nel 1986 Loretta Goggi aveva presentato il festival complessivamente meglio nonostante il Totip. Ma tutto sommato è una professionista e fa il suo lavoro con amore. Tutta colpa sua non è.
Voto: 6+. La risata a pernacchia che ogni tanto le scappa le restituisce un briciolo di umanità.
le pagelle dei campioni e dei giovani.




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Sanremo 1968
Il salvaschermo dei partecipanti

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Il festival ufficiale sul web
Il sito ufficiale del festival
La RAI
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