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Con la vittoria dell'Elisa formato Baudo e del solito pezzo dimenticabile eseguito con perfezione giapponese (ma è un festival della canzone o dell'esecuzione?) si chiude il festival 2003. E già si parla del 2004. Evitata con cura la parola Iraq nelle cinque serate del festival.

Dolcenera e i giovani d'oggi

Alessia Aquilani da La Spezia, 36 anni, l'età di Roberto Baggio, o chi per lei, anche se dopo cinque serate ci rendiamo conto che non può che essere la stessa dell'anno scorso nonostante trucco e pettinatura traggano in inganno e facciano parlare di sostituzione di persona, vince l'edizione del Festival numero 53, con il brano "Per dire di no" di Aquilani-Salerno.

Sul brano di Alexia c'è poco, poco da dire. Una reinterpretazione canonica di generi inventati, sviluppati, codificati altrove, non meno di trenta anni fa. Come "L'edera" nel 1958. Nessuno mette in discussione la bravura della Aquilani, che costruisce la sua canzone sulle proprie possibilità fuori dal comune, e non tradisce le aspettative sul palco (Lisa, ahi Lisa...), ma il manierismo Motown di "Per dire di no" non toglie nè aggiunge niente alla memoria collettiva post-Sanremo 2003.

Salutammo come una salvezza l'affermazione di Elisa nel 2001. Un brano che riusciva a vincere il festival di Sanremo, a essere programmato nei circuiti commerciali come in quelli più alternativi, a essere ancora messo su alle feste e ad essere ballato. Ci lasciò perplessi la vittoria dei sedicenti Matia Bazar nel 2002 (a freddo: canticchiate il brano dei Matia Bazar dell'anno scorso, fatelo ora se siete capaci), perchè appunto incapace di lasciare un segno, un qualsiasi segno.

Sul testo della canzone vincitrice, che dire. Sembra la drammatizzazione in chiave soul di "Dimmi come...", un anno dopo. La trama delle due canzoni è semplice: Alexia ha una relazione con un soggetto che non vuole legarsi (Minuetto di Mia Martini, vincitrice del Festivalbar 1973, tratteggiava la stessa situazione): se l'anno scorso lui faceva i suoi comodi (Vieni quando vuoi, nel mio letto e poi...contatto!) quest'anno lei si rende conto che "Non è l'amore, nè la poesia che ti ha portato qui, domenica". Ma ancora non prende una decisione, e non sa se dire "no, vai via, resta qui, va bene così". Alla fine l'esito, a leggere bene il testo, è dei più materiali, in quanto "non è l'amore, nè la poesia" a dare "un impulso, qui, nell'anima", un po'come in Minuetto, dove lei continua "sulla stessa via sempre ubriaca di malinconia".

Sull'esecuzione nulla da eccepire e ci mancherebbe, anche se eseguire alla perfezione una canzone e interpretarla non dovrebbe francamente essere la stessa cosa. Alexia dà infatti l'idea di non pensare a quello che dice, di imparare le parole a memoria e suonare la voce: cantasse in inglese, l'effetto sarebbe analogo.

Detto della prima, scendiamo la classifica. Secondo è Alex Britti, 35 anni, l'età di Paolo Maldini, in fuga dalla prima sera. La sua 7000 caffè rientra parimenti nei canoni del blues, ma sarà per il ritornello più ruffiano, per l'interpretazione più simpatica, (Britti pensa a quello che dice, sorride, recita, suona, tiene il palco con la sua canzone senza eseguirla semplicemente). L'orchestra pensa bene di affogare gli spunti Brittiani in un'orgia di ottoni, e il buon Alex riesce solo a inanellare il miglior risultato di un uomo solista (secondo posto) dal 1994. Gino Paoli e Morandi si erano fermati sul gradino più basso del podio, Ron vinse nel 1996 grazie alla compartecipazione a sorpresa di Tosca. I 7000 caffè sì, che ci ricorderanno la primavera che verrà. [Nell'immagine, Pippo Baudo e Britti guardano un clip dove Alex si avvicina a Ray Charles suonando in punta di piedi e una telecamera li riprende insieme]

Terzo classificato, Sergio Cammariere, 42 anni, l'età di Diego Armando Maradona, un look da ala destra dell'Avellino anni '70, da Alan Sorrenti ai tempi dell'unica donna per me, da Moretti negli anni '70, più Nanni, che Mario. Noto agli addetti ai lavori, il suo nome serviva nelle migliori intenzioni Baudiane a ispirare la domanda "Cammariere chi?". Sdganato dal terzo posto e dal premio della critica, anche lui miscela e serve un cocktail vellutato di diversi generi, per lui scomodano Luigi Tenco, paolo Conte, Vinicio Capossela. La canzone è una dichiarazione d'amore priva di dubbi (Tenco si era innamorato di lei perchè non aveva niente da fare), a suo modo un canone. Parte dalle posizioni di rincalzo, si inserisce nella fuga vincente solo alla seconda esecuzione, riesce a bruciare Ruggeri in volata classificandosi terzo, e negando per il secondo anno consecutivo il podio al popolare Fregoli della musica pop Enrico Ruggeri, quest'anno in versione Pat Morita & Ralph Macchio (l'allenatore di Karate Kid). [Nell'immagine, Sergio Cammariere, la locandina del film "Paz!", il disco di Alan Sorrenti nella rarissima edizione giapponese]

Scorrendo la classifica, è quinta Syria con una canzoncina di nessuna pretesa che ci metterà di buonumore al sentirla fischiettare, sesta Lisa con la sua personale versione del Titanic chiamata Oceano, settima Giuni Russo, che vince la tappa finale e sfiora i premio della critica, ma deve accontentarsi del premio per il miglior arrangiamento per archi e canto del gallo sintetico.

Scorrendo la classifica, abbiamo un'ammucchiata nel giro di mille punti dall'ottavo posto della Ruggiero al quindicesimo degli Eiffel 65. Se si trattasse di un campionato, si salverebbero per il rotto della cuffia i sublimi (solo per il balletto avrebbero meritato il premio della critica ) Bobby Solo e Little Tony, retrocederebbero Anna Tatangelo e Federico Stragà: nonostante l'arrangiamento neodalliano, il loro "meccanismo così strano che se ci metto le mie dita suona il piano" arriva diciassettesimo. La storia della Tatangelo sembra quella di una di quelle squadre che vincono il campionato di serie B e retrocedono subito senza lasciare traccia nella massima divisione. Stragà si conferma uno dei tanti Andrea Pirlo della musica leggera, ma non ha ancora trovato il suo Milan.

Retrocessione tutto sommato anonima anche per i Negrita, la cui canzone è però abbastanza tormentone da potere avere un qualche futuro. Ultimo posto per la Zanicchi, che la prende bene, penultimo il maestro Minghi, che non la prende bene affatto. [Anche Bobby Solo e Little Tony rifanno se stessi ma almeno sorridono].

Sanremo 68 - il salvaschermo

Martedģ 4 Marzo 2003
• Scontro generazionale
• La I serata in tempo reale
• A cinismo si culmina - di Mister Bitter

Mercoledì 5 Marzo 2003
• Alexia e Alex in fuga
• La II serata in tempo reale

Giovedì 6 Marzo 2003
• Bentornati nel XXI secolo
• La III serata in tempo reale

Venerdiì 7 Marzo 2003
• Fate piangere la bambina!

Sabato 8 Marzo 2003 • Dolcenera e i giovani d'oggi
• Alexia, vittoria canonica


Il sito ufficiale del Festival

Il sito della RAI. Compresi i testi delle canzoni, c'è tutto. Trovate tutte le informazioni e i documenti originali, le note dell'ufficio stampa, la storia e la programmazione della TV di stato.
Il sito di Sorrisi e Canzoni TV

Istituzione a suo modo di pari livello, TV Sorrisi e Canzoni offre la solita panoramica sul festival. Ci sono i testi delle canzoni, ma non si possono copiare e incollare. Per il resto, un approccio da rotocalco completo e informato, con qualche approssimazione sui tempi che furono.
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